Piani Alti
Meno tasse e dazi nel porto di Taranto. Operativa la Zona franca doganale
Ne abbiamo sentito parlare per anni. A maggio del 2014 era stata autorizzata ma, di fatto, non è mai stata operativa. Finalmente l’Autorità portuale si è dotata del necessario regolamento e ora la Zona Franca Doganale è una realtà per il porto di Taranto. La decisione è stata assunta dal Comitato Portuale che ha emanato il documento che disciplina le modalità di funzionamento della zona franca, le attività consentite agli utilizzatori, gli obblighi, l’utilizzo delle aree, le attività di competenza dell’Autorità portuale e, cosa importantissima, prevede la possibilità di nuovi insediamenti produttivi.
In Italia solo Trieste è dotata di una Zona Franca Doganale che significa forte abbattimento di dazi e tasse per le imprese che operano al suo interno. La sua istituzione, quindi, è sicuramente un elemento di attrattività che farà aumentare l’appeal dello scalo ionico che, quando avrà completato il piano di potenziamento infrastrutturale in corso (molo polisettoriale, nuova darsena, strada dei moli, raddoppio del 4 e 5 sporgente), sarà uno degli scali meglio attrezzati e meglio posizionati di tutto il Mediterraneo. Il percorso per l’istituzione della Zona franca era iniziato diversi anni fa. A maggio 2014 la Direzione Interregionale Doganale per la Puglia, il Molise e la Basilicata aveva autorizzato l’istituzione di una “Zona Franca Aperta non interclusa di Tipo H”, su un’apposita area del porto.
La decisione, però, fu modificata pochi mesi dopo (a settembre) dall’Agenzia delle Dogane con l’adozione del Disciplinare di Servizio Zona Franca Doganale. Nei mesi successivi l’Autorità portuale di Taranto e l’Agenzia delle Dogane hanno esaminato i possibili profili di gestione della Zfd, fino a giungere all’emanazione dell’Ordinanza n. 08/16 con il “Regolamento per il funzionamento della Zona Franca Doganale'” del porto di Taranto in cui viene sancita la modalità di gestione diretta da parte
dell’Autorità Portuale. Le imprese interessate ad operare nella stessa possono procedere con la fase di accreditamento nell’apposita lista dei soggetti accreditati. L’Ordinanza n. 08/16 e il Regolamento ad essa allegato sono disponibili per il download sull’Albo Pretorio del sito istituzionale dell’Ente (www.port.taranto.it).

Il Comitato portuale si è inoltre occupato del ricorso al Tar Puglia di Italcave SpA per l’annullamento del bando di Gara del 22 febbraio 2016 riguardante la concessione del Molo Polisettoriale secondo quanto previsto nel Piano regolatore del porto. “Il ricorso – spiega il commissario Sergio Prete – che dovrà essere eventualmente valutato nel merito alla luce della memoria difensiva dell’Autorità portuale, non contempla la richiesta di sospensiva e, pertanto, non impedisce lo svolgimento della procedura ad evidenza pubblica“.
Il commissario straordinario, inoltre, accogliendo la richiesta dei rappresentati dei lavoratori, si è impegnato a richiedere in tempi strettissimi l’attivazione “di un tavolo urgente presso il Ministero del Lavoro e il Ministero dello Sviluppo Economico finalizzato a monitorare ed ad individuare tempestivamente i possibili percorsi da intraprendere a salvaguardia della occupazione dei 530 dipendenti della Tct in cassa integrazione sino all’11 settembre 2016. Percorsi e soluzioni che sono comunque collegati all’esito della procedura di affidamento in concessione del Molo Polisettoriale”.
Infine, è stato discusso “l’accordo sottoscritto dall’Autorità Portuale con la Cementir SpA sulla base del quale la società ha rinunciato a richiedere il rinnovo della concessione della banchina denominata
Calata IV e delle aree a ciglio banchina, impegnandosi a ristrutturare la banchina stessa con
oneri a proprio carico e ad arretrare di circa 20 mt l’esistente struttura in carpenteria. Calata 4 sarà lasciata libera e sarà quindi disponibile per tutti gli operatori interessati. L’istanza presentata prevede il mantenimento dell’attuale concessione di una parte residuale del IV sporgente in concessione all’Ilva SpA ed un’area a ridosso della strada di collegamento”.