Sul Pezzo
Avvocati, i conti 2014 dell’Ordine di Taranto non tornano. L’attuale presidente spiega in una lettera
Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, Vincenzo Di Maggio, ci scrive in merito alla vicenda del presunto “buco” di 95 mila euro nei conti della organizzazione forense che presiede, notizia circolata in città a seguito dell’esposto che lui stesso ha presentato in Procura dopo essersi insediato.
Ecco il suo documento in cui precisa alcuni particolari, aggiungendo altri elementi alla notizia pubblicata stamattina da Quotidiano e ripresa da La Ringhiera:

“Innanzitutto, tengo a precisare che non si tratta di una denuncia ma di una mera segnalazione, obbligatoria per legge che il Consiglio ha inteso rispettare, così come oggi intende non deflettere dalla presunzione di innocenza che deve assistere qualsiasi soggetto possa essere coinvolto in questa vicenda. La correttezza del comportamento di questo Consiglio riviene, in tutta la sua evidenza, avuta considerazione dei fatti così come si sono svolti nel loro progressivo incedere. All’uopo giova evidenziare che, una volta subentrato (9.2.2015), il nuovo Consiglio ha richiesto al presidente del tribunale di nominare il revisore dei conti, approvato il regolamento di contabilità e poi gioco forza, dovuto misurarsi nella predisposizione del bilancio consuntivo di quello precedente, relativo all’anno 2014 (di cui preciso non essere stato mai il vicepresidente) procedendo alla verifica dei conti così come opportunamente messi a disposizione dai soggetti preposti e sulla scorta della documentazione in possesso al contabile. In tale occasione non furono rinvenuti alcuni giustificativi di spese, in realtà contabilizzate e quindi non di ammanchi, così come da taluni riportano. Tutto ciò indusse il Consiglio a proporre all’Assemblea l’approvazione di suddetto bilancio, inserendo per l’appunto quella partita, quale credito per l’Ente e non come spesa e successivamente a richiederne il rendiconto a chi l’aveva in precedenza amministrato ovvero il rimborso. Mi auguro che suddette spese, al di là della documentazione fiscale a supporto, potranno essere documentate, dinanzi all’Autorità Giudiziaria, dai fatti e dalle occasioni istituzionali per cui sono state sostenute e così consentire la soluzione di questa vicenda nel migliore dei modi possibili”. Sin qui, il presidente dell’Ordine. A quanto pare, la domanda che ci eravamo posti stamane trova una prima autorevole risposta, in attesa del riscontro che i giudici forniranno al termine delle loro verifiche. Si tratterebbe di spese non supportate da adeguati giustificativi. Staremo a vedere.
La notizia di questa mattina
L’esposto è firmato dal presidente Vincenzo Di Maggio, in carica da meno di un anno. L’attuale rappresentate dell’Ordine degli Avvocati di Taranto chiede alla magistratura di verificare le ragioni e le eventuali omissioni legate ad un presunto buco di 95 mila euro nei bilanci dell’organizzazione forense ionica. Il fascicolo, come riferisce questa mattina Quotidiano, è nelle mani del pubblico ministero Carbone. Spese esagerate o si tratta di un’assenza di giustificativi? Verificheranno i giudici, a quanto pare.