Salute
Ilva Taranto, nel 2015 quasi 14 milioni di tonnellate di gas serra
Tredici milioni 737.355 tonnellate di emissioni di gas serra. Questa la quota per il 2015 assegnata allo stabilimento Ilva di Taranto dal Ministero dell’Ambiente. Lo rende noto l’Usb di Taranto in un volantino distribuito davanti alle portinerie dello stabilimento siderurgico. L’Unione sindacale di base riferisce che la quota assegnata a Taranto è 200 volte superiore a quella dell’Ilva di Genova Cornigliano (72.444 tonnellate). Un contributo pesantissimo che fa sentire i suoi effetti su tutto il pianeta.
Ma i temi affrontati dall’Usb riguardano anche forme di inquinamento che fanno sentire i loro effetti sul territorio, come la diossina tornata recentemente di attualità dopo i dati diffusi dal Politecnico di Torino. “Nella relazione, firmata a dicembre dall’ing. Onofrio – si legge nel volantino – vengono indicate come cause altri fattori di contaminazione tra cui probabilmente: gas di scarico, caldaie industriali e combustione del legno. In pratica per il Politecnico di Torino la diossina c’è, ma non è Ilva il problema…
Molto diversa è l’opinione dell’oramai ex direttore generale di Arpa Puglia, Assennato, che ha deciso di inviare i propri tecnici presso uno dei laboratori che ha raccolto i dati per capire come sono stati effettuati i campionamenti, dichiarando che : “Il dato registrato nel maggio 2014 appartiene a un tipo di diossine chiaramente riconducibili a impianti industriali ”. Anche Emiliano, ha definito i valori pericolosamente superiori ai limiti chiedendo con urgenza ad Arpa di avviare un’indagine diretta nel quartiere Tamburi e all’Asl di Taranto di “verificare le condizioni di igiene e sicurezza in ambienti di lavoro” e “di accertare eventuale presenza di aziende produttrici di generi alimentari e, nel caso, di procedere al campionamento e successive analisi presso i laboratori competenti”.