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[IL VIDEO SHOCK DELLA RAPINA] Traditi dalle impronte digitali e dal dna: arrestati
Tre arresti per rapine commesse due anni fa. Sono stati traditi dalle impronte digitali e dal loro dna. Le immagini delle telecamere a circuito chiuso non erano state sufficienti ma stamattina i carabinieri di Manduria sono riusciti a far scattare le manette ai loro polsi.
Si tratta di tre giovanissimi, di cui uno minorenne all’epoca dei colpi. Ecco la ricostruzione dei fatti resa dal comando provinciale di Taranto. Gli arresti sono scattati all’alba di oggi. Sono accusati, a vario titolo, di concorso in rapina pluriaggravata, porto e detenzione illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico, alterazione di arma e ricettazione.
L’operazione è stata eseguita su ordinanza di custodia cautelare in carcere del GIP presso il Tribunale di Brindisi, Paola LIACI, e del GIP presso il Tribunale dei Minori di Lecce, Addolorata COLLUTO, a seguito di un’articolata indagine diretta dalla Procura di Brindisi (PM Raffaele CASTO).
L’indagine veniva avviata il 4 ottobre del 2013 a seguito di una rapina ai danni del supermercato Eurospin ubicato nel Comune di Cellino San Marco (Le), quando, due ignoti con il passamontagna e armati di fucile a canne mozze, sotto la minaccia dell’arma si impossessavano della somma contante di 3.000 euro fuggendo a bordo di una Opel Astra che, intercettata ed inseguita da una pattuglia dei Carabinieri, veniva abbandonata nel Comune di Trepuzzi (Le). I rilievi, eseguiti sul veicolo dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Lecce, permettevano di esaltare alcune impronte papillari e digitali nonché di recuperare l’arma utilizzata dai rapinatori, un telefono cellulare ed alcuni indumenti utilizzati dagli stessi per travisare il proprio aspetto fisico durante la rapina. Gli ulteriori accertamenti tecnici, eseguiti dai Carabinieri di Trepuzzi (Le) sulla sim card presente nel telefono rinvenuto, consentivano di risalire ad una donna di Manduria che poco dopo avrebbe di aver mai avuto in suo possesso sia l’utenza che l’apparecchio. Tuttavia, l’esame dei tabulati telefonici consentiva di acclarare che l’utenza in questione era di fatto utilizzata dal 19enne, figlio di quest’ultima e all’epoca dei fatti minorenne.
Durante le indagini, grazie alla ricostruzione del traffico telefonico, i militari della città messapica accertavano, inoltre, l’esistenza di numerosi contatti telefonici, intercorsi nei giorni in cui era stata consumata la rapina (04 ottobre 2013) tra il 19enne ed altri giovani originari di Manduria.
A questo punto, l’attenzione degli investigatori si spostava anche sull’analisi dei filmati di un un’altra rapina, avvenuta il 28 settembre 2013, nel comune di San Pancrazio Salentino (Le), ai danni sempre di un supermercato Eurospin. Nello specifico, i militari rilevavano nelle caratteristiche fisiche degli autori, nel modus operandi, nell’arma utilizzata e negli indumenti indossati per il travisamento, numerose analogie con la rapina avvenuta a Cellino San Marco (Le), desumendo che, con tutta probabilità, le due azioni predatorie potevano essere state commesse dai medesimi soggetti. Lo studio e l’analisi dei tabulati telefonici in uso ai medesimi e dei filmati permetteva, inoltre, di acquisire altri importanti elementi indiziari a loro carico. Infatti, alcuni capi di abbigliamento indossati dai rapinatori sono risultati essere del tutto simili a quelli indossati, in varie circostanze, dai predetti, così come rilevato dalla visione delle foto pubblicate sul proprio profilo personale del social network Facebook.
Fondamentali si sono poi rivelati gli esiti degli accertamenti tecnici eseguiti dal RIS e dalla 5^ Sezione Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari che dispone di un laboratorio di dattiloscopia, con competenza regionale, per l’esaltazione dell’impronte.