Cinema
“La forza di Taranto? Il mare e i giovani”. Così Spadaro, sul set di Pluto
«Il mare e i giovani sono la forza di Taranto». Parola dell’attore Claudio Spadaro, tarantino doc e impegnato in questi giorni nelle riprese di «Pluto», cortometraggio scritto e diretto dal regista, anch’egli tarantino, Ivan Saudelli, prodotto dalla società tarantina Clickom srl, vincitrice del bando
«APULIA FILM FUND» promosso nel 2020 dalla Fondazione Apulia Film Commission.
Ed è proprio su Taranto e sui nuovi percorsi legati al cinema che si concentra la chiacchierata con Spadaro, attore che vanta nel suo curriculum ruoli in opere dirette da Franco Zeffirelli e Marco Bellocchio.
«Taranto sta cambiando strada, non solo perché è diventata uno dei set più frequentati degli ultimi anni, ma anche perché – racconta Spadaro durante una pausa delle riprese – sta crescendo una generazione di professionisti del cinema che sono vere e proprie eccellenze.
Già qualche mese fa, mentre giravamo ‘I santi’ di Giacomo Abbruzzese, anche lui tarantino e grande promessa del panorama nazionale e internazionale, ho avuto l’opportunità di scoprire che, oltre ad attori e registi in gamba, la nostra città è capace di offrire tecnici e maestranze di altissimo livello. Puntare sul cinema, quindi, è investire su una nuova strada che permetterà al territorio e alla comunità di risollevarsi. Il lavoro di Apulia Film Commission con il Cineporto di Taranto e il coraggio di società tarantine come Clickom, sono grandi segnali di speranza: io fui costretto ad andare a Roma per percorrere questa strada, ma magari domani chi vuole lavorare nel cinema potrà anche farlo restando legato alla propria terra. Ecco – ha aggiunto Spadaro – ancora una volta quindi i giovani, insieme al mare, saranno la salvezza di questa città».
In «Pluto» Spadaro interpreta Anton, padre di uno dei protagonisti della vicenda: «È un personaggio inquietante, ma solo in apparenza, in realtà – ha svelato Spadaro – è un buono: è un padre, di quelli probabilmente non molto presenti nella vita del figlio e che un giorno si accorge che il suo bambino è diventato un pessimo uomo. Ecco a quel punto cerca di redimersi, ma non voglio anticipare alto, se non aggiungere che questo splendido lavoro, come ho spiegato a Ivan, giovane brillante e promettente, potrebbe chiamarsi anche ‘Padri e figli’ perché un viaggio
incredibile in quel rapporto unico che lega ogni uomo al suo genitore».