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Scorie nucleari? Giù le mani dalle gravine pugliesi. Emiliano: contrasteremo l’opzione in ogni sede

Pubblicato | da Redazione

“Apprendiamo a ‘cose fatte’ e a distanza di anni, dell’inclusione di alcuni comuni pugliesi e lucani tra i siti in cui stoccare residui radioattivi. È ferma e netta la contrarietà della Regione Puglia a questa opzione. I nostri sforzi verso un modello di sviluppo improntato sulla tutela dell’ambiente e della salute sono noti a livello internazionale”. Così Emiliano, poco fa, commentando la notizia che da alcune ore sta segnando questa prima settimana del 2021.

“Non si può imporre, ancora una volta, scelte che rimandano al passato più buio, quello dell’assenza della partecipazione, dell’umiliazione delle comunità, dell’oblio della storia e delle opportunità”.

È la reazione del presidente della Puglia alla pubblicazione della Carta dei siti potenzialmente idonei alla costruzione del Deposito nucleare nazionale. La Puglia, come ormai noto, è indicata con l’area di Gravina in Puglia in provincia di Bari e i Comuni di Altamura e Laterza per un’area individuata in condivisione con Matera in Basilicata.

“Lo Stato e la Regione – spiega Emiliano – hanno, in quei luoghi, istituito il Parco nazionale della Murgia e il parco regionale più grande, quello delle Gravine, quali presìdi delle biodiversità e simboli dello stile di vita verso cui i pugliesi hanno deciso di andare. Le comunità della Murgia pugliese sono in continuo cammino, in evoluzione costante nel turismo, nell’agricoltura moderna, nella zootecnia basata sul benessere animale, nelle produzioni artigianali che finalmente superano i confini regionali e rendono riconoscibile una storia, una identità vera che profuma di futuro e non può essere sporcata con la parola “nucleare”, incubo del passato”.

“Svolgeremo – conclude – tutti gli approfondimenti tecnici del caso, geologici e ambientali, per motivare anche sotto questo aspetto l’incompatibilità di questa scelta irragionevole che contrasteremo in ogni sede”.