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Porto di Taranto, intesa vicina tra sindacati e San Cataldo Container Terminal

Pubblicato | da Michele Tursi

E’ alle battute finali il confronto tra sindacati e San Cataldo Container Terminal sulle modalità di avvio dell’attività sul molo polisettoriale. Il primo cargo Cma Cga è atteso per il 9 luglio, si tratta di un servizio feeder che toccherà il porto di Taranto due volte a settimana. Il vettore arriverà dalla Turchia (Ambarli, Izmit Gemlik, Aliaga), poi Taranto e da qui Malta, Biserta e Sfax in Tunisia.

Ieri nuova tornata di incontri tra Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti e la concessionaria controllata da Yilport. L’intesa ancora non c’è, ma è molto vicina. I sindacati fanno sapere informalmente che è stata raggiunta una proposta di sintesi condivisa relativa alla gestione dell’assetto tecnico-operativo strettamente legato alla fase di emergenza per l’avvio delle operazioni del terminal.

In parallelo, i sindacati hanno chiesto e ottenuto l’apertura di un tavolo tecnico di confronto con San Cataldo Container Terminal per la più ampia e complessiva valutazione del piano industriale con riferimento all’atto di concessione che produca un documento programmatico triennale contenente il trend degli investimenti, dei traffici e dell’occupazione.

Filt, Fit, Uiltrasporti considerano utile questo documento soprattutto in funzione della discussione con il Governo finalizzata alla proroga di due anni per i lavoratori della Taranto Port Workers Agency, nella quale sono confluiti i circa 500 dipendenti ex Tct (Taranto container terminal) in attesa di rientrare al lavoro.

In sostanza, il confronto con San Cataldo Container Terminal si sdoppia: un livello è legato a garantire le migliori condizioni di ripresa dell’attività da luglio, ma si tratta di una situazione contingente e di emergenza. In questa fase i volumi di traffico saranno necessariamente ridotti e sarà, parziale, quindi l’utilizzo di lavoratori ex Tct. Su questi aspetti sembra esserci già una sostanziale intesa. Il secondo livello di confronto, invece, è più ampio e complesso, riguarda il piano industriale nel suo insieme ed ha un orizzonte triennale. Su questo i sindacati non si sbilanciano e chiedono la proroga di due anni della Taranto Port Workers Agency per assicurare adeguata copertura a tutti i lavoratori in attesa del rientro in attività.