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Porto di Taranto verso l’intesa con l’Iran

Pubblicato | da Michele Tursi

C’è l’Iran nel futuro del porto di Taranto? L’opzione è in campo e il Governo sta seriamente lavorando in tal senso. Ieri è giunta una prima conferma a quanto accennato dallo stesso ministro ai Trasporti Graziano Delrio nella sua visita in occasione dell’inaugurazione della piastra logistica. L’argomento è stato al centro del primo incontro bilaterale di cooperazione con l’ex “stato canaglia”.

Uno dei primi risultati tangibili del nuovo corso diplomatico e commerciale nei rapporti tra Italia e Iran sarebbe, secondo quanto scrive il Corriere del Mezzogiorno, l’ipotesi di accordo tra l’Autorità portuale di Taranto e l’Organizzazione marittima portuale iraniana, per lo sviluppo reciproco di nuovi traffici. L’intesa faceva gola a Gioia Tauro ed a Trieste, ma Taranto (per ora) l’avrebbe spuntata.

Su Teheran c’è grande interesse. Un nuovo e vasto mercato si è aperto dopo l’alleggerimento delle sanzioni deciso lo scorso 20 gennaio dall’Unione Europea.  Il numero uno iraniano Rouhani, durante la sua visita in Italia, ha incontrato gli industriali italiani nell’ambito di un Business Forum bilaterale dal quale sono emersi accordi commerciali e di cooperazione per un valore di circa 17 miliardi di euro. L’Iran ha due compagnie di navigazione: l’Irisl (Islamic republic of Iran shipping line) e la Nitc (National iranian tanker company) e sta riattivando il suo sistema marittimo sia per quanto riguarda i trasporti petroliferi sia per quanto riguarda i container.

A conferma di quanta attenzione ci sia nei confronti dell’Iran, il vicepresidente dell’Organizzazione marittima e portuale, ente che dipende dal ministero delle Strade e dei trasporti di Teheran, ha confermato che cinque compagnie straniere hanno annunciato di essere pronte a tornare nei porti iraniani. Vedremo quale spazio e quali opportunità riuscirà a ritagliarsi il porto di Taranto in questo scenario. Intanto, domani torna a riunirsi il Comitato portuale. All’ordine del giorno il bando internazionale per reperire un nuovo operatore per il terminal container dopo l’uscita di scena di Taranto Container Terminal e soprattutto dei suoi maggiori azionisti: Hutchinson e Evergreen.