Appuntamenti, Cooltura
L’eta di Paisiello, stasera l’evento finale del progetto del “Vittorino da Feltre”
Evento finale, questa sera, del progetto biennale “L’età di Giovanni Paisiello”, ideato e progettato dalle docenti Nicoletta Cervellera, Alessandra D’Amicis e Anna Della Ricca e realizzato grazie ai fondi europei 2014/2020. Gli allievi del Liceo delle Scienze Umane “Vittorino da Feltre”, guidati dai docenti del Liceo Cervellera, D’Amicis, Della Ricca, Buonsanti, Cassano, Ciquera e Nitti, coadiuvati dall’ Associazione” Nobilissima Taranto”, hanno ripercorso la storia della Taranto del Secolo dei Lumi attraverso un’accurata selezione dei suoi personaggi più rappresentativi, delle sue testimonianze materiali, monumentali e artistiche al fine di consolidare il senso di appartenenza a una collettività dotata di un comune patrimonio storico
La manifestazione finale è intitolata “Concerto per Paisiello” ed inizierà alle 17.30, nel Salone degli specchi di Palazzo di città, con ingresso gratuito. Sono previsti i saluti della professoressa Alessandra Larizza, Dirigente Scolastico del Liceo Vittorino Da Feltre , dell’assessore alla Cultura e alle Tradizioni Popolari Fabiano Marti, del presidente dell’Associazione “Nobilissima Taranto” Nello De Gregorio, del Dirigente dell’Istituto Musicale “Giovanni Paisiello” Maestro Gabriele Maggi. Subito dopo avrà inizio il concerto nel corso del quale saranno eseguite arie tratte da opere di Paisiello, Mozart, Rossini,Bellini e Donizetti. Gli interpreti, diretti dal Maestro Antonio Stragapade (basso/baritono), e accompagnati al pianoforte dal Maestro Dante Roberto, saranno il soprano Zang Qing, il soprano Jang Luming, il baritono Liu Wenjun, il baritono Zang Haocheng, allievi dell’Isituto Musicale Giovanni Paisiello.
Il progetto promuove tra gli studenti “la conoscenza del passato come occasione per promuovere una nuova crescita economica operando la scelta di rimanere nei luoghi delle proprie origini, costruendo per se stessi e per la realtà tarantina un futuro che trovi realizzazione in forme di sviluppo ecosostenibili, alternative a quelle industriali”. La ricerca ha esaminato attie e documenti storici relativi sia a cittadini comuni, sia a personalità di spicco come Tommaso Niccolò D’Aquino, Monsignor Giuseppe Capecelatro, Sant’Egidio da Taranto e Giovanni Paisiello.
“In questo modo i ragazzi hanno appreso la storia della città attraverso la delineazione dei ritratti di coloro che hanno tessuto la storia culturale della città e la ricostruzione delle attività culturali, produttive ed economiche del ‘700. Gli alunni hanno poi seguito un percorso di ricostruzione dello sviluppo urbanistico di Taranto attraverso l’indagine diretta di strade, palazzi, chiese, ipogei in una sorta di percorso museale en plain air. Hanno cominciato dunque ad avere gli strumenti per confrontare l’excursus storico con le esperienze di conoscenza dei luoghi di rilevanza storico-culturale. Hanno acquisito inoltre competenze relative alla consultazione e alla fruizione dei materiali documentari per studi, ricerche e approfondimenti futuri. Sono stati altresì mostrati ai ragazzi significativi esempi di iniziative realizzate in altre realtà territoriali da giovani come loro, riunitisi in cooperative che operano nel settore storico, artistico e ambientalistico”.
Al termine gli studenti hanno svolto un lavoro di risistemazione delle informazioni, dei materiali documentari e fotografici prodotti, delle informazioni e dei dati raccolti tramite interviste, al fine di giungere a una sintesi che contemplasse l’elaborazione di un pieghevole che contenesse una pianta tematica delle evidenze di rilievo riferibili al periodo storico e ai personaggi presi in esame e le testimonianze di chi attualmente rende vivo a attivo il centro storico di Taranto, il tutto come frutto dell’intera esperienza di “scoperta guidata”. I ragazzi hanno acquisito informazioni, nuove conoscenze e consapevolezza per pensare a future attività legate alla valorizzazione del patrimonio culturale e storico della città di Taranto, per realizzare percorsi di cittadinanza attiva che originino nuovi campi di sviluppo economico, per superare finalmente la monocultura industriale della città ionica.