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Anche il Comune di Taranto si piega a Tempa Rossa

Pubblicato | da Michele Tursi

Anche il Comune di Taranto si “piega” alla logica di Tempa Rossa. L’assise cittadina ha approvato con 17 voti favorevoli e due astenuti (Ernesto D’Eri e Davide Nistri), la variante al Piano Regolatore del Porto che prevede la realizzazione del nuovo pontile petroli e dei due maxi serbatoi per lo stoccaggio del greggio. Queste due opere non erano contemplate nella precedente variante. Con la decisione di ieri il Consiglio comunale ha preso atto della sentenza del Tar che ha annullato gli effetti della delibera adottata a novembre del 2014. Contestualmente, l’assemblea di Palazzo di città ha approvato uno specifico ordine del giorno con il quale chiede alla Regione Puglia di tenere conto del parere espresso dall’Arpa in relazione alla necessità di sottoporre il progetto Tempa Rossa ad una nuova procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale (Via). Il Comune, in particolare, chiede di considerare gli effetti sanitari del progetto che prevede un investimento complessivo di 300 milioni di euro. Taranto diventerebbe il terminale petrolifero del giacimento Tempa Rossa (50mila barili al giorno) in Val D’Agri collegata al capoluogo ionico con un oleodotto. A Taranto non ci sarebbe alcun tipo di lavorazione ma solo il trasferimento del petrolio via mare. Secondo le stime il traffico portuale dovrebbe subire un incremento di circa 90 navi all’anno.

Questo è uno dei punti su cui si concentrano le contestazioni degli ambientalisti, ribadite nel corso di una recente riunione a Palazzo di città da Daniela Spera di Legamjonici secondo cui “oltre a fenomeni ulteriori di inquinamento provocati dall’aumento del traffico di petroliere ci sarà un aumento del 12% delle emissioni diffuse e fuggitive; un aumento di emissioni convogliate pari a 26 tonnellate annue di VOC (composti organici volatili), come riportato nello Studio di Impatto ambientale presentato da Eni nel 2011″.