Skip to main content

ArcelorMittal presenta il Centro Ricerca e Sviluppo di Taranto

Pubblicato | da Redazione

“Un mondo sostenibile ha bisogno di acciaio”. Lo ha detto Alan Knight, direttore responsabilità aziendale Gruppo ArcelorMittal. In piena tempesta istituzionale sull’immunità penale, tra cassa integrazione, indotto alle corde e dibattito aperto sulla possibilità di fermare l’area a caldo, ArcelorMittal cala l’asso del Centro Ricerca e Sviluppo in costruzione nello stabilimento di Taranto. Presentazione in grande stile, stampa convocata, ma con la sola possibilità di fare domande inerenti l’argomento della giornata.

Chi si attendeva la presenza del nuovo amministratore delegato Lucia Morselli, è rimasto deluso. Emissioni zero di carbonio entro il 2050 è stato ribadito anche stamattina. Resta da capire cosa accadrà nei 31 anni che ci separano da quella data in uno stabilimento che, tanto per restare in argomento, insieme alle due centrali elettriche annesse (Cet 2 e Cet 3), emette oltre dieci milioni di tonnellate di anidride carbonica in atmosfera offrendo un bel contributo ai cambiamenti climatici globali. Di seguito il comunicato stampa diffuso dall’azienda siderurgica sul nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo che dovrebbe essere ultimato tra quattro mesi.

“2000 m² di acciaio, innovazione, sostenibilità e ambiente: queste le caratteristiche del nuovo Centro di Ricerca e Sviluppo ArcelorMittal di Taranto, presentato oggi nello stabilimento jonico da Nicolas Bontems, Direttore Ricerca & Sviluppo ArcelorMittal Italia. Dopo il saluto di benvenuto del nuovo Direttore Operativo ArcelorMittal Italia, Wim Van Gerven, Gregory Ludkovsky, Direttore Ricerca & Sviluppo Gruppo ArcelorMittal e Alan Knight, Direttore Responsabilità Aziendale Gruppo ArcelorMittal hanno illustrato l‘importanza che i temi della sostenibilità, della ricerca e dell’innovazione hanno per il Gruppo a livello globale e quali sono gli obiettivi e le sfide del prossimo futuro.
 
“Oggi presentiamo con orgoglio il lavoro di 11 mesi, saranno 15 alla fine: il prossimo dicembre sarà infatti operativo il nuovo Centro di Ricerca di Taranto – ha detto il direttore, Nicolas Bontems – parliamo di un investimento di 10 milioni di euro che nasce con l’obiettivo di sviluppare nuove soluzioni tecnologiche di processo e di prodotto, con particolare attenzione alla sostenibilità per migliorare l’impatto ambientale nella produzione di acciaio. Per il Centro – che lavorerà in collaborazione con gli altri centri di ricerca che il Gruppo ArcelorMittal ha in tutto il mondo – abbiamo già assunto 12 ricercatori, saranno 20 a fine dicembre. Abbiamo anche definito collaborazioni con Università, scuole, aziende locali e altri centri tecnologici. Il Centro avrà strumentazioni e macchinari tecnologicamente di assoluta avanguardia, per un valore complessivo di 6 milioni di euro, e beneficerà del trasferimento di tecnologia e know-how del Gruppo”.
 
Un bagaglio di competenze e risorse che sono state illustrate da Gregory Ludkovsky, Direttore Ricerca & Sviluppo Gruppo ArcelorMittal. “Siamo una società leader nella siderurgia e nel minerario e abbiamo asset di R&S di assoluto peso: 1.500 ricercatori, una spesa per il 2018 di 290 milioni di dollari, 11 sedi dove si trovano i centri di ricerca ArcelorMittal. Un lavoro globale che ha portato nel 2018 a 150 nuove soluzioni di processo; 26 nuovi prodotti; 70 nuove invenzioni brevettate e oltre 100 programmi di ricerca e sviluppo attualmente in corso. “La preoccupazione per l’impatto ambientale è profondamente radicata nel nostro quotidiano e nelle nostre strategie – ha spiegato Ludkovsky – e l’Area R&S è in prima linea in queste attività per rendere “visibile” l’impatto ambientale dei nostri sforzi e per vincere le sfide che abbiamo davanti”.
 
“Un mondo sostenibile ha bisogno di acciaio. L’acciaio è il materiale ideale per un’economia a ridotte emissioni di carbonio, perché è flessibile, durevole, riciclabile, riutilizzabile”, ha concluso Alan Knight, Direttore Responsabilità Aziendale Gruppo ArcelorMittal, che si è soffermato sul Climate Action Report, il primo indipendente nel settore siderurgico. “ArcelorMittal – ha spiegato Knight – si è posta l’obiettivo di ridurre significativamente le emissioni di CO2 a livello globale e di arrivare a zero emissioni di carbonio entro il 2050. Per raggiungere questo obiettivo, ci siamo dati una tabella di marcia strategica: siamo attivamente impegnati per sperimentare diverse tecnologie che ci consentano di produrre acciaio a basse emissioni di carbonio. Al centro di questo progetto però ci deve essere una politica di sostegno che garantisca parità di condizioni a livello globale, finanziamenti adeguati e l’accesso a una quantità sufficiente di energia pulita a prezzi competitivi. Siamo un’azienda siderurgica leader a livello mondiale e abbiamo un ruolo di primo piano nello sviluppo di tecnologie innovative per arrivare a un’economia a basse emissioni di carbonio”.