Skip to main content

Ex Ilva di Taranto, stralciata l’immunità penale

Pubblicato | da Redazione

L’immunità penale per i gestori dello stabilimento siderurgico di Taranto non è contemplata nella conversione in legge del Decreto imprese in corso in questi giorni. Il provvedimento di revisione e reintroduzione dello scudo legale, quindi, non diventerà legge. La conferma arriva dall’Aula del Senato ad opera di Mattia Crucioli del Movimento 5 Stelle.  “Abbiamo imposto che venisse stralciato l’articolo 14 del decreto – ha detto durante il suo intervento – e quindi in questa legge di conversione non avremo quella che era l’immunità penale ed amministrativa per l’ex Ilva di Taranto”.

La vicenda, però, non può dirsi ancora conclusa. Infatti è lo stesso senatore pentastellato ad annunciare la possibilità che il Governo vari un provvedimento ad hoc sull’argomento. “Come gruppo – prosegue Crucioli – comprendiamo i motivi per cui ci veniva richiesto di mantenere l’immunità che dura dal 2012, legati alla tutela occupazionale e alla strategicità delle produzione di acciaio in Italia. A queste esigenze bisognerà dare risposte con un provvedimento che sicuramente il Governo saprà fare. Però ci sono dei fatti che pesano come macigni: sappiamo che a Taranto si muore, che i bambini si ammalano di più che in altre parti d’Italia e sappiamo che nessuna multinazionale può venire in Italia con licenza d’uccidere”.

All’intervento del senatore fa riferimento un altro parlamentare del M5S, l’ex ministro per il Sud Barbara Lezzi, salentina, che sulla sua pagina Facebook scrive: “L’immunità penale, non contenuta nel contratto di affitto degli stabilimenti (non date retta a Landini, fa solo chiacchiericcio) non poteva portare la firma del mio Movimento. Un caso unico e vergognoso che non ci vedrà colpevoli di reiterazione di un affronto ad un intero territorio. È necessario procedere con un accordo di programma per la piena riconversione dell’area”.

Per farlo, però, riconosce la stessa senatrice Lezzi “è indispensabile trovare i soldi. Avevo presentato un emendamento in questo senso individuando le risorse nella prossima programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione. Mi è stata negata questa possibilità e, allora, suggerisco un’altra strada che compete al Governo e non al Parlamento.
È in corso il negoziato europeo per i fondi strutturali. Bene, si proponga subito un grande progetto europeo come si è fatto per Pompei e la metropolitana di Napoli. È necessaria la volontà politica ed è fondamentale la lungimiranza. Mi appello ai ministri competenti (Ministro per il Sud, Ministro per gli affari europei e Ministro dell’Economia) e, chiaramente, al Presidente Conte. Taranto vanta un credito nei confronti di tutta l’Europa”. [Credits: la foto a corredo di questo articolo è tratta dalla pagina Facebook di Barbara Lezzi]