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Stefàno al “Sole 24Ore”: ingiusti con Taranto

Pubblicato | da Michele Tursi

Prosegue il rapporto epistolare tra il sindaco di Taranto e gli organi di informazione. Dopo il direttore del Tg1, anche il Sole24Ore è finito nel mirino di Ippazio Stefàno. Al quotidiano economico il primo cittadino ionico rimprovera l’ingiusta collocazione al 107° posto (su 110), “della città di Taranto nella specifica classifica relativa all’indagine sulla qualità della vita”

Il teorema di Stefàno è sempre lo stesso: i problemi vengono ingigantiti dai mezzi di comunicazione. Ecco cosa scrive. “Questa perplessità nasce dal convincimento che vi è un forte impegno da parte di questa Amministrazione cittadina ad attivare tutte le utili iniziative per elevare lo standard di vita  di ricchezza della nostra città, nonostante le ricadute di una crisi che sul nostro territorio accentua i suoi effetti anche per le vicende ambientali, spesso volutamente ingigantite a discredito”.

Il sindaco di Taranto puntella la sua tesi con prove inoppugnabili. “Non posso non segnalare – prosegue -con particolare soddisfazione, a mo’ di esempio,  che il salone di rappresentanza della sede municipale ospita quasi quotidianamente concerti, conferenze e congressi, eventi assolutamente documentabili segno di una vitalità e crescita del territorio”. Stefàno non dice, però, che con altrettanta frequenza i saloni di Palazzo di città o il suo piazzale, sono teatro di proteste e tensioni sociali. Vabbè, pare brutto!

Il capolavoro arriva al paragrafo successivo. “Potrei ovviamente dilungarmi anche sugli altri segmenti dell’indagine – scrive il sindaco di Taranto – anche allo scopo di poter far constatare che molto spesso, a causa di infondati pregiudizi, la nostra città è spesso vista come luogo e scenario di inquinamento ambientale. Taranto non è soltanto questo. Non sarà certamente la Svizzera del Sud, ma non è neanche il teatro e lo scenario di tragiche morti di cui spesso sono pieni i telegiornali nazionali”.

Non condividiamo quanto sostenuto dal sindaco Stefàno, anzi ne prendiamo nettamente le distanze. Negli ultimi anni i problemi di Taranto si sono aggravati. Ovviamente, non solo a causa della deficitaria gestione dell’Amministrazione comunale. Il capoluogo ionico è al centro della più grande inchiesta nazionale di carattere ambientale in cui i periti hanno accertato il nesso tra le emissioni dell’Ilva, le malattie ed i decessi di operai e cittadini di Taranto. Queste non sono “esagerazioni” dei giornalisti.
Detto questo, anche da parte nostra c’è l’orgoglio di appartenere e di difendere la nostra comunità soprattutto quando faticosamente, molto spesso spontaneamente e senza il sostegno delle istituzioni, cerca e trova nuove vie di sviluppo. Una comunità che, questo è vero, possiede enormi potenzialità da mettere in campo per costruire un futuro di crescita e benessere. Quelle stesse potenzialità che per decenni “coram populo” sono state sacrificate o messe in secondo piano, a vantaggio di un sistema economico incentrato (quasi) esclusivamente sui grandi insediamenti industriali. Oggi quel modello è in difficoltà, qualcuno cerca di tenerlo in vita, altri vorrebbero staccare la spina. In ogni caso derive e tentazioni negazioniste non sono la base da cui ripartire. Conoscere il proprio male è il primo atto per guarire. Un medico dovrebbe saperlo.