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Taranto, tritolo per la pesca di frodo. Sequestro della Guardia Costiera

Pubblicato | da Redazione

Un ingente quantitativo di esplosivo è stato sequestrato dalla Guardia Costiera di Taranto. La scoperta è avvenuta nel corso di controlli specifici di contrasto alla pesca di frondo, disposti dal comandante, Cv Giorgio Catronuovo.

Nelle ormai dismesse banchine dei cantieri Tosi, i militari hanno rinvenuto una busta contenente mezzo chilo di tritolo verosimilmente ricavato da vecchi ordigni bellici. L’esplosivo, accuratamente nascosto, sarebbe servito per il confezionamento delle bombe utilizzate per la pesca di frodo.

Dell’attività condotta è stato immediatamente informato il sostituto procuratore di turno di Taranto che ha disposto la rimozione del materiale a cura degli artificieri dei Carabinieri che hanno confermato le caratteristiche del prodotto ritrovato. La Guardia Costiera sottolinea che “la pesca di frodo, purtroppo diffusa nei mari del capoluogo ionico, ha effetti devastanti sull’habitat marino e sul suo ecosistema e pertanto impegno prioritario per gli uomini della Guardia Costiera costantemente in prima fila per la tutela dell’ambiente e determinata a debellare tale abietta pratica. La stessa sensibilità è sempre più recepita dai cittadini che non mancano di collaborare quotidianamente con le istituzioni segnalando gli ormai tristemente noti “botti” provenienti dalle acque di San Vito o del Mar Piccolo”.