Musica
Telepathic Dreambox – dai garage alle cripte
Con questa recensione inauguriamo un appuntamento settimanale dedicato alle realtà musicali ed artistiche indipendenti legate in qualche modo al territorio pugliese, tra presente e passato.
La “Scatola Telepatica dei Sogni” è un collettivo musicale con idee chiare e creatività da vendere. Già nel nome troviamo l’evocazione di una golden age della psichedelia e dell’Art-Rock britannico. Promessa che mantengono in pieno nel primo lavoro, omonimo. Tra distorsioni, echi, suoni destrutturati, dosi massicce di ipnotismo, e allucinazione estetica l’ascolto “arriva”, immediato, con riff taglienti e ripetizioni ossessive. Eppure nella divagazione psichedelica la macchina sonora resta rocciosa e potente, con drumming marziali, muri di chitarre fuzz e strumenti ricercati nel passato. Dentro anche molti riferimenti dark-wave: ad un primo ascolto sembra che gli Horrors e Fuzztones si siano dati appuntamento giù in una cripta con Jesus and Mary Chain e Black Rebel Motorcycle Club. Il singolo Shaka Shaka evoca atmosfere sciamaniche ed esoteriche restando in circolo e nella testa anche dopo l’ascolto (buon segno).
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Una particolarità: i Telepathic hanno autoprodotto il loro lavoro di 7 tracce curando l’intera produzione in una sala prove sotterranea, “La Cripta”, ricavata nell’antica cantina di un ambigua costruzione rurale dei primi del ‘900. La pietra ha una particolare risonanza che hanno saputo sfruttare a proprio favore.
La cripta come luogo in cui riunirsi e creare. Forme d’espressione che oggi non godono più di grandi ribalte popolari. E come se il rock’n roll, quello vero e non confezionato a tavolino e pro-tools, senta bisogno di ripercorrere la sua esegesi primordiale, tornando alle cantine, ai garage, alle cripte appunto.
La line-up è composta da Marco Sisto (vox, guitar) Pierluigi De Pierro,(bass,vox) Fabrizio Lavegas (guitar,vox,key) Elyo Di Menza (key, guitar, vox) Lorenzo Velle (drums, percussion,vox).