Salute
Raccolta differenziata, il piano di esternalizzazioni non convince la Cgil
“Abbiamo appreso con grande preoccupazione che è in fase di conclusione la procedura di gara (divisa in lotti) per l’esternalizzazione di alcuni servizi istituzionali aziendali (raccolta differenziata vetro, racc. diff. cartoni, pulizia mercati giornalieri, pulizia mercati META e Ittico, nonché servizio pulizia spiagge), senza che vi sia stata alcuna informativa preventiva alle organizzazioni sindacali, in ordine alle modalità di svolgimento dell’attività, alla durata dell’esternalizzazione, all’impegno finanziario e organizzativo previsto per l’Amiu spa”.
Il segretario generale FP Cgil Taranto, Lorenzo Caldarolo, e il segretario generale Cgil Taranto, Paolo Peluso ritengono si siano violando “l’articolo 8 del CCNL Utilitalia che disciplina le procedure di esternalizzazione dei servizi e contemporaneamente elude l’obbligo di prevedere per i dipendenti dell’appaltatore l’applicazione di uno dei due CCNL dei servizi ambientali specifici del settore. Ed infatti, tale gara – spiegano dalla Cgil – del valore complessivo di 2.133.108,84 di euro oltre Iva, prevede l’utilizzo di 62 unità lavorative assunte con CCNL Multiservizi, tutti inquadrati nel medesimo livello professionale, a prescindere dall’attività svolta e con un costo di sicurezza previsto per unità lavorativa, che oscilla da euro 18,82 a 26,32 mensili”. Insomma, il sindacato non ci sta.
“I servizi di raccolta e trasporto rifiuti, quelle raccolte differenziate che stentano a decollare e sulle quali era stato costruito nel 2009, un piano provinciale di gestione con il contributo dell’Università di Bari e Arpa Puglia, (finito in chissà quale cassetto), vengono quindi di fatto assimilati ai “servizi di pulizia” – denunciano dal sindacato – conferma ne è il richiamo nel bando, all’applicabilità dei criteri ambientali minimi, riferiti ai “Servizi di pulizia e fornitura prodotti per l’Igiene! Siamo sconcertati ! E neppure ci appare logico che il Comune, in presenza di una sua società in house, cui riconosce un canone mensile per lo svolgimento dei servizi di raccolta rifiuti, debba poi “acquistare dal mercato” parte di quei servizi, realizzando quella che ci appare intuitivamente una “diseconomia”, intermediata dall’affidataria in house e sicuramente accollata finanziariamente ai cittadini, attraverso l’aumenti prevedibili della Tarsu. Alla luce di tali evidenze – si legge nella lettera spedita a l sindaco Melucci, all’assessore alle partecipate Castronovi e agli amministratori Amiu – e in considerazione anche dell’ormai annosa proroga del contratto di servizio tra Comune e Azienda, mai ridefinito, nonché della criticità dell’assetto finanziario e organizzativo aziendale, la Cgil chiede l’immediato ripristino di corrette relazioni sindacali e l’apertura di un tavolo urgente di confronto con l’Amministrazione proprietaria, per la verifica dei progetti di implementazione delle raccolte differenziate, delle risorse da pianificare e degli impianti di servizio eventualmente previsti nel territorio di Taranto, visto anche lo stato avanzato della fase di aggiudicazione dell’appalto che ci occupa”. Insomma, sul versante rifiuti a Taranto si apre un fronte occupazionale legato al futuro contrattuale degli attuali addetti alla raccolta e allo smaltimento, anche alla luce delle attività che Amiu intende esternalizzare. L