Salute
Taranto, salute e ambiente: come prima, più di prima
Salute e ambiente, per l’ennesima volta rischiano di trasformarsi in terreno di scontro politico e mediatico. Sono invece temi urgenti e irrisolti a Taranto. Al netto delle interpretazioni, delle valutazioni, dei distinguo, sui dati degli inquinanti del primo bimestre 2019, Arpa Puglia per ben due volte nella relazione (che abbiamo pubblicato integralmente) sottolinea questo concetto: “Il rispetto dei limiti normativi europei della qualità dell’aria non garantisce, in alcun modo, l’assenza di effetti lesivi sulla salute della popolazione”.
Nella città di Ambiente svenduto, questa frase dovrebbe rimanere scolpita nella memoria degli amministratori pubblici. A fine 2000 l’allora Procuratore della Repubblica Aldo Petrucci e l’aggiunto Franco Sebastio, inviarono una lettera agli amministratori pubblici dell’epoca. L’indifferenza verso gravi casi di inquinamento che emergono dalle perizie – scrivevano – possono costituire un’omissione in atti d’ufficio.
A febbraio del 2001, il sindaco Rossana Di Bello firmò la prima ordinanza di chiusura delle batterie 3/6 della cokeria Ilva. Diciotto anni dopo, in una relazione dell’Arpa Puglia si legge che: la cokeria resta un impianto di “particolare criticità del ciclo siderurgico integrale a Taranto non oggetto di adeguamenti sostanziali”.
Sembra, quasi, che leggi, decreti, sequestri, wind day, processi, nuovi proprietari, norme Aia, governi, sindaci, ordinanze, presidenti di regione, sentenze e condanne, abbiano cambiato poco, quasi niente, lo stato delle cose. Taranto, in larga parte, si ritrova a fare i conti con gli stessi problemi di vent’anni fa. Siamo tornati al punto di partenza, ma questa non è economia… circolare.