Salute
Inquinamento a Taranto, relazione di Arpa Puglia sui dati di Peacelink
Arpa Puglia interviene sui dati diffusi da Peacelink relativi all’aumento di agenti inquinanti in atmosfera nel periodo gennaio-febbraio 2019 rispetto allo stesso bimestre del 2018. In una relazione, resa nota da Veraleaks e che pubblichiamo integralmente al termine di questo articolo, l’Agenzia regionale per l’ambiente conferma la presenza di criticità nello stabilimento siderurgico, soprattutto in relazione alle cokerie.
“Va premesso che Arpa Puglia – si legge nella relazione – ha, più volte, chiarito come ritenga che il sensibile miglioramento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi, in relazione alle emissioni inquinanti del limitrofo impianto siderurgico, sia legato certamente allo stato di parziale attivazione degli impianti, molti dei quali sono tuttora in fermata per adeguamenti o manutenzioni, e al conseguente minore volume di produzione rispetto al massimo volume annuo autorizzato dall’Aia (8 milioni di tonnellate di acciaio)”.
L’Arpa puntualizza un’altra cosa molto importante per comprendere il rischio sanitario cui sono quotidianamente esposti i tarantini. “L’Agenzia ha più volte puntualizzato come risulti, tuttora, rilevante il contributo delle emissioni di inquinanti da parte dell’impianto siderurgico nelle concentrazioni rilevate nei quartieri limitrofi all’area industriale, in particolare durante i cosiddetti “wind-days”, e come il rispetto dei
limiti normativi europei della qualità dell’aria, nelle stesse zone, non garantisca in alcun modo
l’assenza di effetti lesivi sulla salute della popolazione”.
L’attenzione si sposta, quindi sulla cokeria che “resta un impianto di particolare criticità del ciclo siderurgico integrale a Taranto, in quanto sorgente emissiva di inquinanti dannosi e cancerogeni (in particolare: benzene e idrocarburi policiclici aromatici) e non oggetto di adeguamenti sostanziali, a differenza dell’impianto di sinterizzazione (per il quale sono stati installati, negli anni, sistemi di abbattimento sempre più raffinati, e per cui è prevista la prossima installazione di filtri a maniche) e dei parchi minerali (per cui è in corso la copertura)”.
In ordine ai dati pubblicati da Peacelink sugli incrementi di concentrazioni di inquinanti rilevati dalla centralina di qualità dell’aria della rete ex Ilva, collocata nel sito denominato “Cokeria”, Arpa Puglia afferma che “i valori di concentrazione pubblicati come mediane dei periodi bimestrali gennaio- febbraio dei due anni 2018 e 2019, ed i relativi incrementi, risultano corretti, in quanto ricavati dai dati pubblicati giornalmente da Arpa Puglia sul proprio sito, derivanti dalla validazione della rete ex ILVA oltre che della rete regionale di qualità dell’aria. Ciò, ad eccezione delle concentrazioni di benzene, che risultano le seguenti nella centralina Cokeria: mediana 2018 (gennaio-febbraio) 19 µg/m3 ; mediana 2019 (gennaio-febbraio) 25 µg/m3; incremento percentuale 2018-2019 del 32%. Sia i valori che l’incremento per il benzene risultano, in effetti, molto minori di quanto pubblicato da Peacelink, che ha riportato invece un incremento del 160%”.
La relazione a firma di Roberto Giua, responsabile del Centro regionale aria, dice anche altro. “Il confronto prodotto da Peacelink – si legge nel documento – è improprio dal punto di vista tecnico-scientifico, in quanto diversi fattori possono concorrere alla variabilità delle concentrazioni (condizioni meteo diffusive, emissioni, condizioni di esercizio), che sono peraltro registrate con frequenza giornaliera (…) Il 2018, come riferito da tutte le fonti, comprese quelle del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (Ispra+Arpa nazionali), è stato un anno molto piovoso, e ciò ha avuto un effetto sulle concentrazioni di inquinanti nell’aria misurate, in specie nei mesi invernali, in quell’anno. In particolare, riferendosi ad esempio al mese di febbraio, oggetto delle valutazioni di Peacelink, sono state osservate precipitazioni cumulate pari a 70 mm di acqua piovana nel mese di febbraio 2018 e 11 mm nell’intero mese di febbraio 2019; quindi il mese di febbraio, conclusosi da poco, è risultato molto meno piovoso dello stesso dello scorso anno.
Al di la delle interpretazioni, dei distinguo, delle variabili meteo-climatiche che possono incidere sulla diffusione delle sostanze inquinanti, quasi in chiusura della relazione Giua ribadisce un concetto molto importante su cui si era già soffermato: i valori limite attualmente in vigore nell’ambito della normativa europea sulla qualità dell’aria “non garantiscono assenza di effetti avversi sulla salute“. Di seguito il Pdf della relazione Arpa Puglia.