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Rubini: “Ilva e città vecchia, Taranto ferita due volte”

Pubblicato | da Redazione

“Ho visto più pompe funebri a Taranto che in qualsiasi altra città. C’è un clima mortale. Ci pensate alle persone che nei wind day devono stare chiuse in casa? C’è un’ipocrisia profonda. Perché i tarantini non scendono in piazza tutti insieme? Perché non lo fanno?” A chiederlo è Sergio Rubini, intervistato da Flavia Piccinni per l’Huffington Post.

L’attore e regista pugliese risponde alle domande della scrittrice e giornalista tarantina e il discorso scivola, inevitabilmente, sul rapporto tra la città dei due mari e l’Ilva. “Taranto è una delle città più belle d’Italia – dice Rubini – e ha un cuore malato. Ha una doppia ferita aperta: l’Ilva e il centro storico. Penso che la questione dell’Ilva verrà risolta esattamente il giorno dopo in cui il problema del centro storico, espressione di una cultura bistrattata e messa in un angolo, avrà trovato una soluzione”.

Rubini ha girato a Taranto il suo ultimo film, “Il grande spirito”, prossimamente nelle sale. “Sarò insieme a Rocco Papaleo – aggiunge – lui è un barone rampante che non vuole scendere dalla sua terrazza, io un poveraccio che si nasconde per sopravvivere. È interamente ambientato a Taranto dove ho trovato gente fantastica, operosa, ma anche ferita. Sembra quasi che i tarantini si sentano colpevoli di portare addosso questa ferita che gli è stata inferta”.

Secondo l’attore “il problema dell’Ilva sarà risolto solo quando i tarantini diranno basta, ma dovranno prima essere attrezzati culturalmente. Quando hai un problema, pensi a come devi svoltare la giornata. È necessaria una visione del futuro”. Un problema che riguarda l’intero Paese, commenta la Piccinni. (foto la Ringhiera)