Copertina, Salute
Qualità della vita, Taranto in zona retrocessione!
Strano, vero? Eppure facile da capire. Gli analisti del quotidiano Sole 24 Ore non hanno chiuso le finestre. Tutto qua. Se lo avessero fatto, avrebbero evitato di respirare l’aria dolciastra e velenosa che nutre le piante e i polmoni di una città che, da qualsiasi angolazione la si voglia vedere, galleggia in fondo a tutte le graduatorie di settore che compongono la classifica Qualita della Vita.
Battute (?) a parte, sappiamo come viene redatta questa classifica. Gli
analisti chiedono i dati al territorio e, se alcuni enti non rispondono, il coefficiente assegnato al settore risulta azzerato. Ma non si può certo trattare, ogni anno, di una graduatoria frutto di svista e dimenticanze che incidono sul risultato finale. Ovvio. Queste sono chiacchiere che lasciamo in dote a chi sarà costretto, anche oggi come ogni anno, ad arrampicarsi sul solito specchio arrugginito dagli eufemismi di circostanza. Che Taranto e la sua provincia abbiamo gravi problemi lo sappiano perché lo viviamo ogni giorno. Questa graduatoria ce lo ricorda perché la guardia dei pochi non si abbassi di fronte alla ignavia dei tanti, troppi. Stamattina Peacelink fotografa il panorama d’acciaio, ad esempio, quello che per decreto ci tocca. E da Brindisi, intanto, ce lo ricorda il sindaco Consales: ripete che con Taranto meglio di no (dal porto in giù). Qualcuno forse dovrebbe dirgli (ci sarà un sindaco in città, vero?) che di Brindisi si parla poco, sulle sponde ioniche. Non è in agenda tessere alleanze con chi tiene la porta chiusa. A Taranto si discute poco delle cose di Brindjsi se non per dire che a Grottaglie esiste un aeroporto che potrebbe fare da sè. E questo il sindaco di Brindisi, che ha già perso porzioni di traffico navi passeggeri a vantaggio di Bari, lo sa. Lo sa bene.