Salute
Endometriosi, le donne di Taranto in pressing sulla Regione
È una patologia molto diffusa. Ricercatori, responsabili del registro tumori, dirigenti delle unità di Policlinico di Bari e del SS.Annunziata di Taranto ne parlano quasi all’unisono e dicono chiaramente che la prevenzione di base è fondamentale. E che le fonti inquinanti sono alleate della malattia e delle sue recidive.
Le donne di Taranto Lider mettono tutti intorno ad un tavolo e continuano la loro pressione sulla Regione: l’anno scorso la Puglia si è dotata di una legge che ancora adesso, mentre scriviamo, non viene applicata. Sabato sera, sul tema, a Massafra si è svolto un dibattito malto concreto e opportuno.
Endometriosi è il nome di una malattia poco nota ma che solo a Taranto e provincia negli ultimi cinque anni ha costretto quasi 700 donne ad un intervento chirurgico (picchi statistici a Taranto, Pulsano e Castellaneta). Endometriosi altera gli stili di vita di una donna, rischia di provocarne l’infertilità e può sfociare nel cancro. La diagnosi precoce (molto precoce) è l’unico vero rimedio. Molte donne non sanno nemmeno di esserne affette eppure la sintomatologia è chiara, quasi banale.
Ecco perché il medico di base risulta fondamentale (appello indiretto lanciato da tutti i convenuti a Massafra). Tra gli interventi, quelli di Anna Rita Lemma (ex consigliera regionale che ha firmato la legge costruita passo dopo passo con le donne di Taranto Lider) e gli attuali consiglieri Mazzarano e Galante che sul tema hanno assunto un impegno pubblico e traversale: la legge regionale a tutela delle donne affette da questa malattia va applicata e se il caso potenziata. A Maria Teresa D’Amato, Grazia Maremonti e Roberta Villa l’onere di non mollare la presa. Ma a guardarle e a sentirle, riteniamo non abbiano bisogno di un sollecito.
Il documento finale di Taranto Lider
“ENDOMETRIOSI…A CHE PUNTO SIAMO?” ANALISI, OBIETTIVI ED IMPEGNI
Si è svolto ieri l’incontro con la cittadinanza “Endometriosi…a che punto siamo?” con le relazioni del Dott. Ettore Cicinelli – Direttore 2° Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia Policlinico di Bari; degli epidemiologi Dott. Sante Minerba e Dott.ssa Antonia Mincuzzi della Struttura di Statistica ed Epidemiologia dell’ASL di Taranto; del Prof. Giuseppe Migliaretti dell’Università di Torino (Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche – Unita’ di Statistica Medica), autore con il Dott. Deltetto e di una equipe di ricercatori clinici ed epidemiologi di uno studio basato su una analisi spaziale nella regione Piemonte che sembra evidenziare una possibile associazione tra endometriosi ed esposizioni ambientali; dell’ex consigliere Prof.ssa Anna Rita Lemma prima firmataria della proposta di legge sull’endometriosi. Durante l’evento è stato presentato uno studio molto significativo sull’incidenza della malattia sul territorio jonico, a cura della Dott.ssa Maria Ciura, nel quale non sono mancati momenti di spontanea commozione e riflessioni sulla nostra disastrata situazione ambientale. L’evento è stato inaugurato dal saluto del Presidente dell’Ordine dei Medici Cosimo Nume che ha patrocinato l’evento e che si è prodigato, nei giorni scorsi, presso il Presidente della Regione Emiliano sollecitando l’attuazione della legge. L’incontro si è svolto alla presenza, tra gli altri, dei consiglieri regionali Marco Galante e Michele Mazzarano, i quali, trasversalmente, visti gli schieramenti politici di maggioranza e opposizione, hanno preso in carico la vicenda promettendo di seguire l’iter di attuazione nel più breve tempo possibile. In chiusura, è stato letto un contributo scritto della Dr Moschetti Annamaria, referente scientifico del comitato, del quale citiamo un estratto “La tutela delle donne e della vita nascente, dei bambini, deve diventare il parametro di riferimento per ogni scelta che riguardi questo territorio.” Nella sala gremita del Palazzo della Cultura di Massafra Taranto Lider non molla la presa, chiarendo i prossimi passi da seguire e pungolando le istituzioni affinché venga attuato ciò che è di diritto per tante donne costrette a convivere con una malattia cronica e invalidante. Continueremo a batterci perché la legge venga applicata nei suoi punti essenziali, ovvero, ottenere attraverso il Registro endometriosi dati certi e non sottostimati come quelli attualmente in possesso dell’ASL, istituire un percorso strutturato (protocollo diagnostico operativo) che accompagni le donne dalla diagnosi alla cura, alla prevenzione delle recidive attraverso un corretto stile di vita e un supporto psicologico, e che i medici di base capiscano appieno il loro ruolo di cinghia di trasmissione tra pazienti e ASL per una diagnosi precoce. Infine, il comitato si impegna a monitorare giorno dopo giorno le azioni promesse dai consiglieri Mazzarano e Galante, i quali hanno parlato di lavoro consiliare trasversale, per applicare la legge “Lemma”, da noi fortemente voluta e sulla quale il comitato si è speso per costruirla e promuoverla dentro e fuori la Regione.