Skip to main content

I Sound Toys: giocattoli nati in rete per cambiare la musica

Pubblicato | da Francesco Raio

Nei primi anni del ‘900 un omino trovò il modo di amplificare la sua chitarra e pose le basi per l’invenzione del Rock’n Roll e dell’industria discografica. Poi venne l’elettronica e la rivoluzione fu compiuta, permettendo a chiunque di produrre in casa suoni prima inconcepibili. Al di là di esperimenti interessanti e bizzarri, la musica si è evoluta essenzialmente intorno all’elettrificazione e la digitalizzazione dei suoni. Ma il progetto di una chitarra elettrica resta più o meno lo stesso da 70 anni. E una tastiera elettronica è grosso modo un pianoforte evoluto.
Anni di sperimentazione creativa intorno a queste scoperte ci hanno regalato grandi dischi che hanno stravolto l’idea stessa di musica, ma oggi per dirla in termini storici siamo al manierismo, alla stanchezza creativa, al revival infinito.

Qualcosa sta cambiando?

Nell’era delle start-up e del crowdfunding è possibile alimentare un progetto e tentare di realizzarlo rivolgendosi direttamente ai potenziali acquirenti finali. Un co-finanziamento in cui è il singolo a investire sulla mia idea.

Protagonisti dunque sono giovanissimi nerds tecnologici, e immancabilmente, la rete.

Molti di questi creativi tecnologici si sono spinti oltre i confini degli strumenti standard, regalando oggetti spesso molto simili a giocattoli “per tutti”, talvolta anche costosi.

Passiamo dunque in rassegna alcuni di questi magici sound toys nati in rete grazie alla genialità di coraggiosi sognatori.

Mogees

Un incrocio fra un mouse e una ventosa, è un oggetto davvero incredibile perché in grado di trasformare qualunque oggetto in uno strumento musicale con il solo ausilio di un piccolo sensore e uno smartphone. Non sappiamo se definirlo orgoglio o onta italiana perché il suo creatore, Bruno Zamborlin, è un trentenne del vicentino che a Londra durante un dottorato in informatica e arte digitale al Goldsmiths University College, ha avuto l’opportunità di sperimentare un’idea talmente folle da realizzare 20.000 sterline in meno di 30 ore su kickstarter. Non sappiamo cosa sarebbe successo se fosse rimasto a Lonigo (VC).

https://www.youtube.com/watch?v=wkgIlL7bycc&w=560

http://mogees.co.uk

Roli Seaboard

Un pianoforte liquido, una tavola da accarezzare per produrre sonorità mai ascoltate precedentemente. Permette di modificare il suono dei tasti esercitando una pressione o scorrendo le dita come si fa su un tablet. I tre fondatori, poco più che trentenni, hanno ideato il prototipo tre anni fa in un laboratorio sotto gli archi della ferrovia di Haggerston (North London) racogliendo subito gli investimenti di parters superlativi da entrambi i lati dell’Atlantico – Balderton e Index a London, e FirstMark a New York. Attualmente il progetto di maggior successo tra quelli citati.

https://www.roli.com

AlphaSphere

Uno strumento bizzarro e futuristico più simile a un giocattolo costosissimo (poco meno di 900 Euro) che a uno strumento. Adam Place è un giovanissimo inventore che ha concepito una sfera con superfici (pad) che reagiscono al tocco e a alla pressione per produrre musica e interagire con sintetizzatori e computer. Anche questo progetto è avviato grazie al crowdfunding riscuotendo un successo inaspettato anche tra i non musicisti.

http://www.alphasphere.com

Beat Buddy

Non esattamente uno strumento, ma un ausilio ritmico. Vogliamo menzionare ugualmente questa scatoletta magica per il successo che ha riscosso in poco tempo grazie a una campagna di crowdfunding esplosiva. Essenzialmente è un pedale che produce ritmi di batteria e percussioni che vanno a tempo con i musicisti.

http://mybeatbuddy.com

Per ora la carrellata finisce qui. Centinaia di altri progetti meriterebbero attenzione, ma questi hanno due caratteristiche: hanno avuto il potere di passare da una produzione indipendente alla grande distribuzione e hanno incontrato i gusti reali del pubblico. Cosa che la grande industria non riesce più a fare limitandosi a investire su progetti già avviati.

Quello che ci si aspetta è che tante novità tecnologiche producano anche un rinascimento creativo, ma questo sta alla musica, non alla tecnologia.