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Pesca, lavoro, futuro. La Flai Cgil: dal mare nuovo sviluppo

Pubblicato | da Redazione

Pesca, Lavoro, Futuro. Parlarne a Taranto sembra quasi un’eresia. Soprattutto pochi giorni dopo l’ennesimo omicidio bianco, l’ennesimo tributo pagato alla grande fabbrica. La morte di Angelo Fuggiano, l’operaio dell’appalto Ilva, deceduto il 17 maggio, ha scosso profondamente la comunità tarantina dilaniata dal conflitto tra salute e lavoro.

Cercare altre forme di sviluppo economico, però, è possibile. Lo ha ribadito la Flai Cgil di Taranto nell’ambito dell’iniziativa svoltasi in città vecchia, in via Garibaldi, tra i pescherecci e la pensilina liberty. Una riflessione che si inserisce nella campagna nazionale “Che pesci prendere”, organizzata dalla Flai. Sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, il biologo marino Giuseppe Scordella dello staff del commissario alle bonifiche, il consigliere regionale Gianni Liviano, il segretario generale della Cgil ionica Paolo Peluso e Antonella De Marco della Flai nazionale. I lavori sono stai coordinati da Lucia La Penna, segretaria generale della Flai di Taranto.

In apertura, il ricordo del povero Angelo Fuggiano. In omaggio all’operaio scomparso e come invito alla riflessione, è stata data lettura di un articolo de “la Ringhiera” a firma di Michele Tursi. Una gradita sorpresa per la quale ringraziamo gli organizzatori. L’iniziativa ha messo in evidenza le troppe criticità di un settore come la pesca, antica tradizione tarantina. Il mare è sicuramente una risorsa su cui puntare, ma i lavoratori del mare spesso operano in condizioni precarie, senza adeguate misure di protezione previdenziale e di sicurezza sul lavoro. E’ anche questo il salto di qualità che Taranto deve compiere per guardare ad un futuro migliore.