Cooltura
Cyberbullismo, carabinieri e studenti del Quinto Ennio a confronto sui rischi del web
I Carabinieri di Taranto, nell’ambito degli appuntamenti sul tema “bullismo e cyberbullismo”, hanno incontrato gli studenti delle 2° classi del Quinto Ennio di Taranto. Hanno preso parte all’incontro quattro classi del Ginnasio e delle Scienze Applicate, circa 80 studenti.
Un incontro pensato ed organizzato con il corpo docenti, con il contributo della prof Mara Nunzella, referente ministeriale del progetto. I liceali hanno così avuto la possibilità di parlare dei dilaganti e preoccupanti fenomeni del bullismo e cyberbullismo con chi lavora ogni giorno nella prevenzione e soprattutto nella repressione. E’ intervenuto il maggiore Gabriele Tadoldi, comandante della Compagnia Carabinieri di Taranto. “Bullismo e cyberbullismo sono due fenomeni oggetto di monitoraggio che devono essere conosciuti in tutti i loro devastanti effetti e che purtroppo sono sempre più diffusi tra i banchi di scuola; è stato dunque utile e necessario illustrarne i contenuti, conoscerli e riconoscerli, approfondendo il problema e comprendendone segnali e strategie d’intervento; questa è una delle più importanti modalità attraverso cui è possibile contrastarne l’ingente crescita – hanno commentato dal comando di Taranto – La Scuola, sensibile alle problematiche preventive della violenza in tutti i suoi aspetti, si è subito spesa per organizzare in sinergia con le Forze dell’Ordine diversi incontri che serviranno ai ragazzi per prestare attenzione ai loro comportamenti e in particolare alla pericolosità del non corretto uso dei social”. Bello il dibattito, interessante los cambio di domande re risposte tra studenti e maggiore. Ci si è soffermati in particolare sui risvolti penali che possono assumere tali comportamenti che a volte i ragazzi non percepiscono come “fatti reato” e che, spesso, vengono individuati ed inglobati nel fenomeno genericamente indicato con il termine di “bullismo” ma che, considerati singolarmente, possono configurare specifiche fattispecie contemplate e punite dalle norme penali, con conseguenze anche molto gravi. “Nel raccomandare ai giovani, naturalmente, di non assumere mai tali condotte, oltre che per le ripercussioni giuridiche, soprattutto perché irrispettose verso i compagni e contrarie ai principi di civile convivenza, il relatore li ha invitati, qualora fossero fatti oggetto di simili azioni, a rivolgersi tempestivamente ai docenti ed ai loro genitori per gli opportuni provvedimenti di concerto con le Forze dell’Ordine” aggiungono dal comando CC. Infine, ai ragazzi sono stati forniti consigli per un corretto e sicuro uso di “internet”, uno strumento dalle grandi potenzialità e di indiscussa utilità che, però, come ogni mezzo può essere utilizzato anche per scopi illeciti. I giovani sono stati richiamati sul fatto che in questo grande “mondo virtuale” si annidano, purtroppo, anche troppi malintenzionati che cercano di carpire la buona fede degli utenti per i fini più disparati; pertanto sono stati consigliati di essere molto accorti nel fornire dati personali propri o dei familiari (nomi, indirizzi, documenti, foto), e diffidati dall’accettare incontri con sconosciuti e sensibilizzati, qualora si dovessero verificare in “rete” degli episodi spiacevoli e/o interessamenti particolari da parte di qualcuno, di confidarsi subito con i genitori, anche in questo caso per adottare gli accorgimenti più opportuni con la collaborazione delle Forze di Polizia ed evitare che il World Wide Web, spesso percepito come un mondo irreale, possa provocare concrete e gravi conseguenze nella realtà quotidiana.