Appuntamenti, Cooltura
Le statue della Passione, arte sacra in mostra a Taranto
Dall’1 al 4 febbraio prossimi Taranto ospiterà un importante evento artistico-religioso. Si tratta della mostra “Facies Passionis” che verrà inaugurata l’1 febbraio nella chiesa del Carmine di Taranto dove verranno esposte alcune delle statue più belle della Settimana Santa pugliese. La manifestazione è stata presentata nel corso di una conferenza stampa cui sono intervenuti Antonello Papalia, priore Arciconfraternita del Carmine di Taranto; mons. Marco Gerardo, padre spirituale Arciconfraternita del Carmine di Taranto; Francesco Lozupone, commissario arcivescovile Arciconfraternita del Rosario di San Severo; Sebastiano Luigi Lauta, priore Arciconfraternita di Santa Maria del suffragio e del purgatorio di Bitonto; mons. Emanuele Ferro, portavoce del vescovo e giornalista.
Le processioni, le statue, i simboli, non solo come manifestazione pubblica di fede, ma come testimonianza di una storia, di
un vissuto, di una cultura che ancora oggi, a distanza di tanti anni, sono in grado di parlare a tante persone e probabilmente anche in grado di suscitare emozioni e senso di appartenenza anche a chi non è cattolico praticante. Rispetto a tanti momenti sacri, la Settimana Santa, per l’atmosfera che la caratterizza, per la partecipazione che raccoglie, per la continuità generazionale che la contraddistingue, è l’evento che più catalizza attenzione e interesse. Da qui – hanno spiegato gli organizzatori – nasce l’idea di “Facies Passionis”.
Portare a Taranto alcune di queste statue, significa offrire ai visitatori un racconto, certo non esaustivo ma comunque importante, di cosa è la Settimana Santa nella nostra Puglia. Per motivi di allestimento l’attenzione si è concentrata sulle statue più rappresentative. Ma perche realizzare la mostra proprio a Taranto? Il capoluogo ionico ha un ruolo di primo piano se si parla di Settimana Santa, l’Arciconfraternita del Carmine ha secoli di storia che parlano: nel 2015 si sono celebrati il ritorno dopo quasi 50 anni della processione dei Misteri nella Città vecchia di Taranto e i 250 anni della
donazione delle statue di Gesù Morto e dell’Addolorata dalla nobile famiglia Calò al Carmine.
La prima edizione di Facies Passions ha il sapore della sfida. “Ci si mette alla prova e si misura nel reale il
proprio progetto – è stato detto durante l’incontro con i giornalisti – a tutto questo ci accostiamo con fiducia e con speranza. Fiducia circa la possibilità di essere riusciti a cogliere nel segno allestendo una mostra completamente nuova per Taranto ma anche per la Puglia; speranza circa la riuscita e la partecipazione che questa mostra avrà. Se, come ci auguriamo, il riscontro sarà positivo, vorremmo andare oltre: fare di “Facies Passionis” non solo il racconto della Puglia del Giovedì e Venerdì Santo, ma anche di altre comunità a noi vicine. Proprio in quell’ottica di condivisione. E in un grande ideale abbraccio che unisce Taranto ad altri territori”.
Le dieci statue in mostra
1-Gesù Cristo nell’orto del Getsemani. Proprietà chiesa di San Bernardino. Ubicazione Museo diocesano di Molfetta
(Bari), Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi. Anno di realizzazione 1890-1924, artista Giuseppe Manzo. La statua, fatta di cartapesta modellata e dipinta, ha uno stemma reale di Casa Savoia sulla base ed una targa, a sinistra sempre sulla base, con l’iscrizione: Reale Laboratorio statuario Giuseppe Manzo Lecce.
2-Gesù flagellato alla colonna. Proprietà arciconfraternita Maria Santissima del Rosario di San Severo (Foggia).
Ubicazione chiesa della Santissima Trinità o dei Celestini di San Severo. La statua è in legno, l’ha realizzata l’artista
Gregorio Palmieri nel 1790 ed è stata restaurata nel 1996. Esce nella processione del mattino del Venerdì Santo. Cinquanta
i portatori, denominati i “pappalusci” (gli incappucciati)
3-Gesù incoronato di spine detto “Cristudde”. La statua è della venerabile confraternita del Carmine di Mottola (Taranto)
che appartiene alla diocesi di Castellaneta (Taranto). Fatta in cartapesta, realizzata nel 1860 dall’artista leccese Antonio
Maccagnani, la statua è stata sottoposta a restauro nel 1984. Esce con la processione dei Misteri la mattina presto del
Sabato Santo ed è il terzo gruppo statuario di undici. Si regge sulla spalla di quattro portatori denominati “sdanghieri”
4-Ecce Homo. È la statua dell’arciconfraternita del Carmine di Taranto, che ha sede presso l’omonima chiesa. Arcidiocesi
di Taranto. Realizzata in cartapesta dall’artista Giuseppe Manzo di Lecce nel 1901 e restaurata nel 1978. Fa parte della
processione dei Misteri del Venerdì Santo. Otto portatori a spalla, tutti confratelli: quattro in abito di rito e altrettanti in
abito nero
5-Cristo portacroce. Appartiene alla confraternita di San Leonardo Abate e San Sebastiano Martire di Manduria (Taranto),
diocesi di Oria (Brindisi). La statua è attribuita allo scultore Manzo. Realizzata a fine ‘800 e restaurata nel 2013. Esce con
la processione dei Misteri del Venerdì Santo, portatori quattro confratelli
6-Calvario. Il simulacro è composto da croce, raggiera, Gesù crocifisso, Maria Maddalena, due angeli e base. Realizzato
nel diciottesimo secolo e restaurato l’anno scorso, il simulacro è opera dell’artista Vito Brudaglio di Andria (Bari) ed
appartiene alla pia associazione “Misteri della Vallisa” di Bari. La statua si trova nella chiesa di San Gaetano in Bari.
Esce con la processione del Venerdì Santo che si svolge ad anni alterni: pari. I portatori sono 16 ed appartengono alla pia
associazione “Misteri della Vallisa” di Bari.
7-Maria Santissima della Pietà. La statua si trova nella chiesa del Purgatorio di Molfetta (Bari) ed appartiene
all’arciconfraternita della Morte del Sacco Nero di Molfetta. La statua è in cartapesta eccetto il volto della Pietà che è in
legno. E solo il volto della Pietà si deve all’artista Giulio Cozzoli. Anno di realizzazione il 1908, restauro nel 2008. Esce
con la processione del Sabato Santo e i portatori sono quattro, appartenenti all’arciconfraternita della Morte del Sacco
Nero di Molfetta, diocesi Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi.
8-La Deposizione. È una statua in cartapesta realizzata nel 1947 dall’artista leccese Salvatore Sacquegna. È di proprietà
della famiglia Martucci-Falagario, ubicazione il castello baronale Martucci, diocesi di Bari-Bitonto. Sorretta da sei
portatori – amici e parenti della famiglia proprietaria del simulacro – esce con la processione dei Misteri del Venerdì Santo
9-Cristo Morto. La statua è in cartapesta, è stata realizzata tra il 1883 e il 1913 e si deve all’artista Achille De Lucrezi di
Lecce. È di proprietà dell’arciconfraternita Santa Maria del Suffragio ubicata nella chiesa del Purgatorio di Bitonto,
diocesi di Bari-Bitonto. Il simulacro, restaurato nel 2008, esce con la processione vespertina del Venerdì Santo: fedeli
devoti, detti “statueri”, la portano a spalla e sono costituiti in due squadre da quattro componenti ciascuna
10-Vergine Addolorata. È una scultura lignea realizzata nel 1850 circa. L’autore è ignoto: scultore napoletano. Appartiene
alla confraternita Maria Santissima Addolorata ed è collocata sull’altare maggiore della chiesa del Carmine di Noci (Bari)
che appartiene alla diocesi di Conversano-Monopoli. La struttura della statua (manichino) è in legno. L’abito indossato
dalla Madonna è in seta con ricamo in filo d’oro. Il simulacro viene esposto durante la Quaresima mentre la festa esterna,
con relativa processione, si tiene la terza domenica di settembre.