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Pd, a Taranto è guerra aperta tra le due anime

Pubblicato | da Angelo Di Leo

La coda è avvelenata. Il congresso del Pd ionico è infinito e sta consegnando l’immagine di un partito profondamente spaccato. Tutto ciò, alla vigilia della campagna elettorale del 2018 e, cosa più importante, nel pieno di una vertenza epocale meglio nota con l’acronimo ILVA.

Se non fosse che il Pd amministra il capoluogo, alcuni Comuni importanti della provincia e, non ultima, la Regione Puglia.. ci sarebbe da fare spallucce e assistere distrattamete ad uno scontro di corrente, più che ad una vicenda d’interesse politico.  Ma il Pd, con buona pace di avversari e detrattori, decide le sorti di questo territorio ancorato com’è alle stanze centrali della vicenda politica italiana. I fatti locali, dunque, assumo importanza e vanno spiegati. Fatti che  intanto generano il coinvolgimento dei vertici regionali e nazionali.

Il segretario provinciale neo eletto un mese fa per acclamazione, al Delfino, dalla maggioranza presente e soprattutto renziana (assente il fronte Dem di Emiliano, ovvero Pelillo, Mazzarano, Melucci, Lopane……)  ieri ha chiesto al segretario regionale, Lacarra, di attivare le procedure per il commissariamento dei circoli di Manduria, Lizzano, Mottola, Laterza, Massafra, Carosino, Leporano e Uggiano Montefusco dove pare si stiano organizzando nuovi congressi di circolo (in barba alle procedure chiuse ad ottobre, ovvero  entro la celebrazione di quello provinciale).

In quei circoli decine di militanti e iscritti reagiscono alle decisioni a suo tempo assunte sul tesseramento (iscrizioni annullate, anagrafe aggiornata, corsi e ricorsi lungo la tratta Bari-Roma). E stanno tutti dalla parte di Lopane. Un ammutinamento che disconosce politica e procedura dei lavori che poi avrebbero portato all’elezione di Mancarelli nel giorno della fronda. I vertici provinciali neoeletti non ci stanno, naturalmente. E bloccano tutto sul nascere, citando lo statuto.

L’iniziativa di Mancarelli scatena così l’immediata reazione di Gianfranco Lopane. Il candidato alla segreteria provinciale, ritiratosi dopo la vicenda delle tessere annullate, porta bandiera di Fronte Dem, non ha intanto risposto all’offerta ricevuta da Mancarelli: la vicesegreteria provinciale. Anzi, Lopane rincara le sue accuse e scrive al vicesegretario nazionale del Pd, Martina. un testo durissimo le cui conseguenze al momento non sono prevedibili. eccolo:

La lettera di Lopane 

Caro vice segretario Martina, salva la casa prima che bruci! Napoli e Taranto sono lo specchio di un partito che ha bisogno di ritrovare immediatamente e senza più perdere tempo la sua identità e la sua integrità. L’unica strada che mi hanno insegnato per far questo è il ripristino delle regole certe. Nel capoluogo partenopeo come in quello jonico, il Pd ha offerto uno spettacolo poco edificante, celebrando congressi di componenti, di correnti, poiché a fronte dell’assenza delle agognate regole la base ha preso giustamente le distanze. Caro vicesegretario, non ti nascondo che nella vicenda congressuale di Taranto in cui sono stato candidato alla segreteria provinciale ci siamo sentiti molto soli. Non abbiamo sentito la vicinanza che hai garantito agli amici di Napoli. Eppure qui le irregolarità sono state evidenti e di una gravità inaudita tanto da obbligarmi a ritirare la mia candidatura. Anche davanti a questo gesto forte non ci sono state prese di posizione dal partito regionale e nazionale. Ha votato metà degli aventi diritto. È questo un congresso rappresentativo di una base partecipata che riesce ad esprimersi democraticamente? Cosa posso rispondere a quegli  uomini e quelle donne quando mi fanno notare che i congressi sono partiti prima della convalida dalla commissione di garanzia dell’anagrafe degli iscritti? E ancora, che la commissione di garanzia regionale ha riconosciuto in alcuni circoli irregolarità nei tesseramenti, annullando tutto il tesseramento 2017 anziché solo ciò che non era legittimo e di fatto escludendo il contributo politico dato dal sindaco di Taranto che ha riportato il PD al governo della città? Cosa rispondo a questi militanti quando mi mostrano il video pubblicato anche sul sito di Repubblica in cui si vedono chiaramente i metodi artefatti di sottoscrivere tessere in assenza delle persone fisiche, delegando firme e versamenti a terze persone? Come si risponde alle immagini che nulla hanno di politica che professiamo, che parte dal basso, quando i congressi sono stati celebrati sui marciapiedi con le serrande dei circoli ufficiali giustamente chiuse? E come se non bastasse, come rispondo alle minacce di commissariamento relative a quei circoli che oggi come da Statuto e da regolamento si stanno autoconvocando per definire i nuovi organismi dirigenziali? Caro vicesegretario, davanti a questo paradosso politico, ti prego di darmi gli strumenti per rispondere e per ripristinare la vera politica che ci hanno insegnato i padri della Sinistra Italiana ai quali dobbiamo un tributo di etica che oggi a Taranto come a Napoli si è completamente perso. Taranto sta vivendo uno dei momenti più delicati e difficili della sua storia. C’è bisogno che la Politica torni a dettare regole, etica, serietà, che torni ad essere affidabile, che non sia sponsor o portavoce di interessi di parte, ma che sia baluardo esclusivo degli interessi delle famiglie e dei lavoratori. Caro vicesegretario, vieni a Taranto e aiutaci a salvare la città prima che bruci.

Gianfranco Lopane (sindaco di Laterza)”.