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Così truffava i clienti in banca…

Pubblicato | da Redazione

A fare chiara luce sull’attività di una bancaria tarantina, di 54 anni, sono stati gli agenti della Guardia di finanza di Taranto che questa mattina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare. La donna dal 2001 al 2016 è stata alle dipendenze di un istituto bancario di Taranto.  Successivamente ha trovato impiego in un’altra banca con un rapporto di collaborazione privato.  I reati contestati sono furto aggravato (artt. 624 e 625 c.p.), truffa aggravata (art. 640 c.p.) e indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento (art. 55 D. Lgs. 231/2007) continuati.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto, su richiesta del sostituto procuratore Giovanna Cannarile, è l’atto finale di una serie di indagini avviate a dicembre 2016 in seguito alla denuncia di una delle vittime. Secondo quanto appurato dai militari del Gruppo di Taranto la donna, nella sua mansione di gestore di investimenti della clientela privata, si è appropriata indebitamente di ingenti somme di denaro per il momento quantificate in oltre 400 mila euro.

“Il modus operandi rilevato nel corso delle indagini – spiega la Guardia di finanza – evidenzia chiaramente come l’indagata scegliesse i soggetti da truffare tra i clienti più anziani ed in precario stato di salute, possibilmente soli o con congiunti lontani, di cui riusciva a carpire la fiducia. In pratica, creava con loro un rapporto esclusivo e personale, arrivando in taluni casi anche a risolvergli problemi di carattere quotidiano, al fine di ottenere la completa gestione del loro patrimonio finanziario. In tal modo ha potuto simulare la sottoscrizione di polizze di investimento, impadronirsi di somme relative a disinvestimenti non disposti dai titolari, effettuare bonifici e prelevamenti diretti sui conti correnti dei clienti a loro insaputa, nonché utilizzare carte bancomat a loro intestate e di cui disconoscevano l’esistenza. Per raggiungere tali scopi ha più volte creato anche documenti bancari e deleghe ad operare con sottoscrizioni false ed acceso rapporti bancari sconosciuti alle vittime, al fine di meglio effettuare le anzidette operazioni”.

Oltre al provvedimento cautelare personale, l’Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro preventivo – ex art. 321 c.p.p. – di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per un ammontare di circa 40 mila euro, riferiti esclusivamente a somme indebitamente sottratte, in modo ripetuto, ad una persona a mezzo bancomat. Le indagini sono tuttora in corso con riguardo alle posizioni di altre vittime della truffa.