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Aia Ilva: tempi lunghi dannosi per salute e ambiente. Le osservazioni di Arpa Puglia

Pubblicato | da Michele Tursi

“Il possibile ritardo, nell’adozione delle BAT che emerge dalla domanda di Aia di Am InvestCo, non esclude il verificarsi di impatti negativi sull’ambiente e sulla salute pubblica. In altri termini, in sede di bilanciamento degli interessi diversi, pubblico e privato, un eventuale ritardo nell’ambientalizzazione dello stabilimento comporterebbe un vantaggio per l’Azienda ed un costo per l’ambiente e la salute pubblica”. E’ questo uno dei passaggi più significativi delle osservazioni di Arpa Puglia alla domanda di Autorizzazione integrata ambientale effettuata per lo stabilimento Ilva di Taranto dalla nuova proprietà. Si tratta di un lavoro corposo e puntuale su cui il gruppo di lavoro ha operato per tutto il mese di agosto per rispettare il termine ultimo del 5 settembre per la presentazione delle osservazioni.

“Oltretutto – rileva ancora Arpa Puglia – esercire gli impianti del complesso siderurgico in assenza o con parziale implementazione delle BAT di settore potrebbe configurare una possibile infrazione a livello comunitario; situazione questa ancora più critica in vista di aumento produttivo pianificato, così sembrerebbe emergere dai documenti visionati, che non può prescindere dall’attuazione di tutte le BAT e/o misure previste di ambientalizzazione”.

Anche sulle presunte innovazioni tecnologiche annunciate da AmInvestCo Arpa Puglia esprime forti perplessità. “Emerge altresì – afferma l’agenzia regionale diretta da Vito Bruno – l’assenza di innovazioni tecnologiche introdotte nelle modifiche impiantistiche proposte dal nuovo Gestore che piuttosto, in alcuni casi, prevede un revoca delle tecnologie inizialmente previste da ILVA S.p.A. in A.S. (vedasi ad esempio: copertura dei parchi “minori”; sistema di trattamento scorie di acciaieria BSSF) ed un ritorno a misure cosiddette tampone”.

Nel documenteo, inoltre, l’Arpa ribadisce alcune osservazioni già presentate in diverse sedi istituzionali “che rimangono tuttora valide, circa la mancata applicazione delle BAT di settore e dei processi di ambientalizzazione dello stabilimento Ilva”. In particolare l’agenzia regionale di protezione ambientale fa riferimento a: lavori di chiusura dei nastri trasportatori e di copertura dei parchi, il rifacimento delle cokerie, l’impermeabilizzazione delle aree in cui avvengono le operazioni di deposito della scoria, delle aree afferenti agli altoforni, di installazione dei filtri a maniche; non corretta gestione dei rifiuti e dei sottoprodotti, la mancata rimozione di ingenti quantitài rifiuti stoccati in aree sequestrate e la caratterizzazione delle aree potenzialmente contaminate, la cattiva gestione degli eventi anomali, malfunzionamenti e incidenti; carente automazione dei processi, che determina una conduzione degli impianti strettamente correlata all’operatore ed al relativo errore umano;
criticità relative alle emissioni diffuse e fuggitive, presenti nelle varie sezioni impiantistiche (cokeria, agglomerato, acciaieria), fra cui la gestione delle polveri di abbattimento fumi in agglomerato.

Il gruppo di lavoro che ha redatto il documento è composto da: Dott. R. Giua, Dott.ssa M. Spartera, Dott. V. Esposito, Dott.ssa M. Menegotto, Dott. V. Musolino, Ing. M.G. De Santis, Ing. M. Dell’Olio, Ing. C. Landinetti, Ing. E. Laterza, Ing. F.A. Marraffa, Dott.ssa A. Primicino, Ing. A. Koronica, Dott. R. Lopez, Dott. N. Lasorsa, Dott. V. Rosito, Ing. M.C. De Mattia, Ing. F. Busseti, Ing. C. Ceppi, Dott. T. Pastore.
(Leggi la sintesi delle osservazioni di Arpa Puglia pubblicata di seguito)

LE OSSERVAZIONI DI ARPA PUGLIA