Salute
Che sfiga! Al rione Tamburi puzzano pure le aree bonificate
Cittadini dei Tamburi beffati due volte: devono sorbirsi i cattivi odori provenienti dall’area industriale e anche quelli derivanti dalle attività di bonifica dovuti all’utilizzo di compost. Cattivi odori, però, che dovrebbero svanire dopo qualche giorno. E’ questo, in sintesi, quanto asserito dall’assessore comunale all’Ambiente (e vicesindaco) Rocco De Franchi in risposta a quanto denunciato nei giorni scorsi dai consiglieri comunali del M5S Massimo Battista e Francesco Nevoli in relazione alle modalità con cui si stanno svolgendo le attività di bonifica al rione Tamburi.
“Il Comune di Taranto – scrive De Franchi – intende rassicurare tutti i cittadini tarantini e i consiglieri comunali che hanno sollevato il tema, sulla assoluta salubrità dei luoghi e sull’assenza di qualsivoglia rischio per la salute e l’ambiente”. Ecco la ricostruzione della vicenda effettuata dal vicesindaco. “Il Comune di Taranto – ricorda – ha affidato, con una procedura ad evidenza pubblica tra l’altro molto partecipata, le opere di bonifica del sito “sotto progetto 1” per il complessivo annullamento del rischio sanitario del quartiere. I lavori, avviati nel gennaio scorso sono stati ultimati in data 20/07/2017. Permane, allo stato, in essere l’attività volta a liberare il cantiere da attrezzature e mezzi, con la concessione di 20 giorni alla ditta esecutrice dell’opera. Per evitare che, attraverso varchi nelle recinzioni il cantiere fosse accessibile a terzi, la ditta appaltatrice è stata sollecitata dal Comune al fine di provvedere alla messa in sicurezza. Risulta effettuata, infatti, una precisa perimetrazione delle aree”.
Per quanto attiene i cattivi odori denunciati da Nevoli e Battista, il vicesindaco spiega che “gli odori di natura organica segnalati, non sono sintomo di degrado o di sostanze pericolose anche potenzialmente, anzi derivano dal prescritto utilizzo di compost certificato (ammendante misto al terreno vegetale) al fine di garantire una migliore resa del terreno che ha sostituito il sedimento rimosso. L’utilizzo di terreno ammendato, inoltre, va nella esatta direzione della tanto invocata “economia circolare”, tema particolarmente caro anche alla Vostra forza politica. L’odore “tipico” del compost, complice le altre temperature di questi giorni, seppur non gradevole, cessa dopo qualche giorno. In ogni caso vigileremo anche sul punto. E’ stata segnalata la presenza di rifiuti in cantiere, di origine asseritamente non proveniente dalle lavorazioni. Il progetto di bonifica come declinato nell’offerta migliorativa dell’impresa aggiudicataria, prevedeva la realizzazione di una soletta in calcestruzzo per il montaggio delle tensostrutture utilizzate per il tempo delle analisi chimiche in cantiere. La stessa soletta è stata demolita e il materiale residuo è stato avviato in discarica”.
In chiusura De Franchi rivolge una “notazione di carattere istituzionale” ai due consiglieri. “Un accesso agli atti del procedimento, anche informale, approfittando della competenza e della dedizione con cui i tecnici ed il personale della direzione Ambiente del Comune di Taranto svolgono il loro lavoro, avrebbe evitato di creare inutili ed infondati allarmismi, vista la particolare comodità di accesso agli uffici che sono adiacenti all’aula consiliare. Da parte mia, sono sempre a Vostra disposizione, anche per tornare sui luoghi e verificare l’ottemperanza dell’impresa degli obblighi contrattuali e di legge”.