Salute
Cappa di fumo su Taranto? Per Galletti è tutto normale
Signor ministro c’è una cappa di fumo su Taranto, cosa è successo? “Nessun evento anomalo”, la pronta risposta di Gianluca Galletti anche se… proprio in quei giorni le centraline sulla qualità dell’aria dell’Arpa hanno riscontrato “un aumento di concentrazioni di Pm10 e Pm2,5”. L’Agenzia per la protezione ambientale ha poi chiarito che il fenomeno era dovuto all’assenza di vento, condizione durante la quale gli inquinanti emessi dal siderurgico permangono sopra la zona di emissione fino a quando i naturali moti di circolazione dell’aria non li disperdono. Situazioni che si verificano frequentemente nelle ore notturne e nelle prime ore del giorno, in assenza pertanto di insolazione, causando un aumento delle concentrazioni in aria dei vari inquinanti.
Insomma, tutto normale. Nulla di cui allarmarsi, la solita dose di veleno quotidianamente instillata nei polmoni dei tarantini. Non resta che affidarci al dio dei venti. Eolo ci salverà. Abbiamo sintetizzato in questo modo, l’esito di un’interrogazione della parlamentare tarantina on. Donatella Duranti (Sel) scaturita da una denuncia della Fiom Cgil di Taranto per quanto accaduto tra il 6 e il 7 luglio scorsi. Il ministro dell’Ambiente ha risposto nei termini sopra riportati durante il Question Time. “Ci lascia perplessi – scrive Francesco Brigati della Filom Cgil – che dalle risultanze del Question Time emerga che persistono ancora oggi emissioni diffuse e fuggitive non controllate, anche per effetto della mancata applicazione delle prescrizioni previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, che determinano una situazione che dev’essere valutata attentamente nella Valutazione del Danno sanitario sulla nuova AIA presentata da AM Investco”.
Secondo la Fiom “le continue proroghe delle scadenze previste dall’Aia, non ultima quella prevista dalla legge n. 19 del 27 febbraio 2017 che prescrive il completamento delle prescrizioni entro il 23 agosto 2023, hanno di fatto causato la non applicazione di quanto previsto per la tutela dell’ambiente. Tutto ciò ha consentito alla gestione commissariale di non incorrere a sanzioni e al nuovo acquirente di programmare un nuovo piano ambientale con tempi lunghi ritardando ulteriormente il processo di risanamento ambientale. Dal 26 luglio 2012 sono passati esattamente 5 anni e il completamento delle opere di ambientalizzazione finiranno, salvo ulteriori rinvii, dopo circa 11 anni dal sequestro preventivo degli impianti dell’area a caldo dello stabilimento siderurgico”.
In questi giorni Am Investco ha presentato domanda per la nuova AIA al Ministero dell’Ambiente e adesso si apre la fase di consultazione pubblica, sino al 5 settembre, per le eventuali osservazioni. “Il Governo, i Ministeri competenti e la Regione Puglia – continua Brigati – devono pertanto subordinare e vincolare i piani industriale e ambientale dell’aggiudicatario alle risultanze della Valutazione del Danno Sanitario effettuata in conformità alla legge regionale n. 21 del 24 luglio 2012, al fine di analizzare nell’immediato, quindi preventivamente, eventuali criticità emerse dalla VdS ed effettuare le necessarie modifiche agli stessi piani. È in gioco, oltre al futuro della siderurgia italiana, anche quello di un territorio che attende ormai da tempo un impegno concreto, ancora non avvenuto, da parte del Governo rispetto ad un processo serio di risanamento ambientale necessario a garantire la tutela della salute della popolazione”.