Elezioni 2017, Piani Alti
Taranto sceglie il suo sindaco, l’affluenza sarà decisiva
Ci siamo chiesti mesi mesi per chi avrebbe votato il vescovo di Taranto. Ovvero, ci siamo chiesti per chi la Curia avrebbe speso una parola di “speranza”. In tutta onestà, lo abbiamo percepito ma non acquisito come dato inequivocabile. Le parocchie sono tante e Filippo Santoro, da uomo accorto e intelligente, si è guardato bene dal produrre un qualsiasi appello, sotto qualsiasi forma pubblica, nemmeno subliminale come in passato da parte di alcuni parroci è avvenuto (è storia italiana…).
L’arcivescovo, da anni è in prima linea e su due fronti, comunque non smentisce il suo stile comunicativo. Dal primo giorno del suo mandato, ha lavorato per restituire credibilità collettiva al suo Ufficio sopportando il peso dei detriti di Ambiente Svenduto, al di là delle sentenze…; e continua adesso a lavorare per costruire una relazione salda tra tessuto connettivo e Curia tarantina, sede schiacciata per decenni dal potere tardo temporale di Guglielmo Motolese e successivamente confinata in una nicchia anche troppo intellettuale, distante dal registro delle anime, di Benigno Papa. Santoro è un parroco graduato. E come tale si muove ovunque.
Stamane ha dato un altro segnale, a modo suo. S’è fatto ritrarre dacittadino fiero e sereno mentre vota. La foto è stata scattata mezzora fa nel seggio 155 della scuola Galilei, in Città Vecchia. Un appello indiretto alla partecipazione. Del resto, l’affluenza sarà il vero elemento decisivo per il risultato finale, a Taranto come a Mottola, Palagiano e Maertina Franca. Dunque Santoro s’è schierato contro l’astensione? Se così fosse, oggi siamo sullo stesso fronte.