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Ilva, è il giorno di Gentiloni. Tra mons. Santoro e sindacati nasce il “fronte popolare”

Pubblicato | da Redazione

E’ il giorno di Gentiloni. Dopo i ministri De Vincenti e Calenda, anche il presidente del Consiglio affronta il tema Ilva. Alle 15 l’incontro con i segretari generali di Fim, Fiom, Uilm (Bentivogli, Landini e Palombella) che segue le rassicurazioni gentilmente offerte nei giorni scorsi dagli altri rappresentanti del Governo. I sindacati faranno sentire il loro peso nella trattativa con Am investco, forti del carattere vincolante che la procedura di vendita assegna all’accordo con le parti sociali. Lo ricordava Rocco Palombella (Uilm) nell’intervista concessa a La Ringhiera.

Le parole rassicuranti dei ministri non hanno spento le preoccupazione e le tensioni che serpeggiano tra gli operai. Ieri i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm e Usb  hanno incontrato l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro e il suo assistente don Emanuele Ferro. “Le organizzazioni – spiega un comunicato stampa degli stessi sindacati – hanno espresso forte preoccupazione  in merito alla difficile fase che si è determinata dopo l’aggiudicazione avvenuta in occasione del decreto governativo del 05.06.2017. La partita sul futuro di Ilva, infatti, non riguarda semplicemente gli eventuali esuberi ma anche il processo di risanamento ambientale”.

Al vescovo è stata manifestata “la necessità impellente di riconnettersi sentimentalmente con la città e di aprire una nuova stagione di dialogo tra gli operai di Ilva e appalto e i cittadini del territorio ionico, per rivendicare insieme il diritto alla salute, all’ambiente e al  lavoro”. Mons. Santoro ha dimostrato  grande sensibilità sulla vicenda Ilva (un tema su cui è spesso intervenuto in maniera decisa) e “si è reso da subito disponibile ad interagire con la città, attraverso forme di partecipazione diretta con il coinvolgimento, in assemblee pubbliche,  dell’arcivescovato, dei  cittadini, dei lavoratori, del sindacato e delle istituzioni locali”.

L’obbiettivo è quello di “creare un fronte popolare, così come definito da Mons. Santoro riportando l’esperienza vissuta in Brasile in occasione dell’alluvione in cui il territorio fu devastato, per costruire insieme un percorso che possa modificare quanto deciso inizialmente nella fase di aggiudicazione di Ilva. Riteniamo infatti fondamentale che il governo dia un chiaro segnale di discontinuità attraverso la realizzazione della  copertura immediata dei parchi minerali e l’adozione di tutte le  misure di innovazione tecnologica necessarie  ad avviare un serio piano di risanamento ambientale. Inoltre Monsignor Santoro ha proposto  anche un intervento sull’emergenza sanitaria proponendo l’avvio ad esempio di una campagna di prevenzione attraverso uno screening sanitario per i cittadini residenti nella zona industriale. Taranto deve provare a rinascere da questa difficile fase, mettendo da parte le paure e le divisioni reagendo, di fronte ad un disastro sociale che sta per travolgere un’intera comunità, con grande senso civico e unendo le forze buone religiose e laiche della nostra amata terra”.