Salute
Ilva e salute, da Strasburgo un’altra proroga per il Governo
Ancora un rinvio nel procedimento avviato dalla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo nei confronti dello Stato Italiano per violazione dei diritti alla vita e alla salute dei tarantini. Il fascicolo è stato aperto a seguito del ricorso collettivo presentato da un gruppo di cittadini di Taranto. Una lettera della Corte europea ha reso noto che il Governo non ha rispettato il termine del 24 maggio concesso per le controrepliche alle osservazioni dei cittadini. E’ stata, quindi, concessa una proroga sino al 21 giugno 2017.
Tra i promotori del ricorso Lina Ambrogi Melle. “Noi tarantini – afferma – ormai riponiamo ogni nostra speranza di giustizia in questo ricorso presso un Tribunale internazionale in quanto l’attuale legislazione italiana ha ormai ammanettato la Magistratura regalando persino l’immunità penale ed amministrativa ai commissari ed ai nuovi acquirenti Ilva. A Taranto si continua a giocare con le nostre vite e la realizzazione del Piano Ambientale sembra aver subito un altro rinvio al 2023. Ma le prescrizioni dell’AIA non avrebbero dovuto essere realizzate rigorosamente entro il 2015, secondo i dettami della Corte Costituzionale che, faticosamente, aveva dichiarato legittima una strana legge, la 231/2012 che restituiva la facoltà d’uso ad impianti sequestrati dalla Magistratura perché causano malattie e morti?”.
Nonostante il rinvio dei termini concesso al Governo per le controdeduzioni, il procedimento si avvia alle battute finali. “In ogni caso – continua Ambrogi Melle – questo è l’ultimo atto scritto presso la Corte di Strasburgo, a seguito del quale si andrà a sentenza, una sentenza che noi tarantini attendiamo con grande speranza”.