Sul Pezzo
Taranto, reati in calo… ma è allarme sicurezza!
Due fatti, due realtà? Il 10 aprile la Polizia ha celebrato il 165° anniversario. Durante la cerimonia, il questore di Taranto Stanislao Schimera ha elencato alcuni dati. Dalle stime ufficiali i reati accertati in provincia sono diminuiti del 9% rispetto all’anno precedente e l’operatività della polizia è aumentata del 15%.
Solo quattro giorni prima, il 6 aprile, le associazioni di categoria del commercio e degli artigiani Cna, Confartigianato, Confesercenti, Unsic e Upalap Casartigiani, scrivevano al prefetto lanciando “un grido di allarme sugli episodi di criminalità in vertiginoso aumento in queste settimane sia a Taranto che in provincia”. Le organizzazioni chiedevano un incontro urgente per “attivare subito le norme del DL Sicurezza 14/2017, con la convocazione del Comitato Provinciale Ordine Pubblico e Sicurezza allargato ai rappresentanti delle Associazioni datoriali”.
Che succede? Siamo in corto circuito? Gli elementi citati dal questore e dalle associazioni di categoria sono entrambi spaccati di realtà. Le statistiche, però, per quanto aggiornate, registrano una condizione temporale già passata. Inoltre, giustamente, il questore fa riferimento ai reati “accertati” cioè a quelli denunciati che finiscono all’attenzione delle forze dell’ordine.
Le associazioni di categoria, invece, non dispongono di dati ufficiali, vivono la strada e la contemporaneità. Hanno cioè la “percezione” dell’ordine pubblico. Il 2017, lo dice la cronaca, ha registrato una recrudescenza di attentati e atti intimidatori ai danni di commercianti ed esercenti. Fa bene, quindi, il questore a sottolineare i successi ed il calo dei reati nel 2016, ma intanto, sembrano dire le associazioni di categoria, la realtà è cambiata o sta cambiando.
Proprio da questa considerazione scaturisce la sollecitazione rivolta al prefetto Donato Cafagna. “Le imprese ed i cittadini – scrivono Confartigianato, Confesercenti, Cna, Unsic, Upalap Casartigiani -ci chiedono ogni giorno di più, di fare appello a tutte le forze Istituzionali affinchè si fermi questa spirale di violenza che sta attanagliando il territorio provinciale in una morsa di paura e difficoltà a svolgere le proprie attività quotidiane. Oltre agli eventi clamorosi, che purtroppo leggiamo quasi quotidianamente sui giornali, si stanno diffondendo a macchia d’olio le subdole minacce alla vita quotidiana rappresentate dalla sempre più dilagante piccola delinquenza e dalla presenza di venditori abusivi e parcheggiatori abusivi che, oramai, sono quasi incontrollabili e determinano grande disagio sia alle categorie degli operatori del commercio e dell’artigianato che operano nel rispetto delle regole. I cittadini non hanno strumenti per difendersi sia dalle richieste estorsive dei parcheggiatori abusivi che dalla vendita di prodotti contraffatti nocivi alla salute ad opera dei venditori abusivi o dei prestatori di servizi abusivi”.
Le associazioni paludono alla precedente convocazione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica disposta dal prefetto, ma sollecitano ulteriore attenzione in presenza anche di nuovi strumenti di legge come il dl Sicurezza 14/2017 che assegna “alle Amministrazioni comunali nuovi ed utili strumenti attraverso i quali dare delle risposte alla crescente richiesta di sicurezza che giunge dai cittadini.
Il Daspo urbano per parcheggiatori abusivi, decoro urbano, spaccio, prostituzione, commercio e artigianato abusivo, occupazione di aree pubbliche, sono i punti intorno a cui ruotano le novità del DL Sicurezza. Per i sindaci ci sarà maggiore autonomia e un rafforzamento del potere di ordinanza, forme di cooperazione maggiori tra i prefetti e i comuni, la possibilità di patti tra territori e ministero degli Interni”.
Infine, una considerazione per le associazioni di categoria e per i cittadini. Tutte le forme di illegalità, anche quelle che sembrano meno gravi, vanno denunciate e segnalate alle forze di polizia. In questo modo, prima di tutto si facilita il lavoro delle forze dell’ordine, in secondo luogo si contribuisce ad accorciare la forbice tra dati ufficiali e percezione della sicurezza pubblica.