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Una consonante gli costa 20 anni di galera: assolto oggi per non aver commesso l’omicidio

Pubblicato | da Redazione

Un equivoco (!!!)  costato venti anni di galera. Qui una telefonata rovina la vita. Chi pagherà?

Probabilmente pagherà lo Stato, perché adesso si apre la strada verso un maxi risarcimento.
Questa è la storia di Angelo Massaro, 51 anni, di Fragagnano (Taranto). Il suo processo è stato revisionato su istanza dell’avvocato Maggio (tarantino): Massaro oggi è stato assolto per non aver commesso il fatto. Era stato condannato definitivamente per omicidio (24 anni di carcere, dei quali 20 già scontati). Il caso era stato riaperto, come detto, cinque anni fa. La Cassazione aveva dato via libera alla revisione.

Una T al posto di una S: ecco il dettaglio che sta facendo il giro delle redazioni italiane.
Muers che diventa Muert … e la vita di un uomo viene stravolta. Il termine Muert’(in dialetto pugliese vuol dire morto) è stato scambiato con l’originale muers (con il quale si intende una cosa ingombrante). In una intercettazione, la sera del 17 ottobre del 1995, risulta che Massaro parli con sua moglie al telefono: la conversazione segue di una settimana la scomparsa di Lorenzo Fersurella, amico di Massaro. Muers alle orecchie di chi ascolta diventa muert: “Faccio tardi stasera, sto portando u muers”, dice Massaro, che si riferisce ad uno slittino da neve piuttosto ingombrante. Non trasportava il “morto”, insomma: Muers… no muert!
Fersurella fu trovato ammazzato. A complicare la posizione di Massaro arrivano le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia che riporta una voce che gira nell'”ambiente”: contrasti nel mondo dello spaccio di droga, ad ucciderlo sarebbe stato il suo amico..… La condanna va da sè. Nel 2012 l’avvocato Salvatore Maggio ottiene la revisione del processo dalla Cassazione: nel 2015 Catanzaro riapre il fascicolo. Massaro, mentre Fersurella veniva ucciso, era al Sert di Manduria. Le prove ci sono. Dopo vent’anni di galera adesso lo Stato riconosce la sua innocenza.