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Ilva Taranto, i soldi dei Riva restano in cassaforte nei paradisi fiscali

Pubblicato | da Michele Tursi

I soldi dei Riva restano nelle casseforti del paradiso fiscale dell’isola di Jersey. Almeno per ora. La corte del Jersey avrebbe dovuto dare il via libera allo svincolo nei giorni scorsi, ma la decisione è slittata per l’indisponibilità di un giudice. Di conseguenza, nemmeno la magistratura svizzera ha potuto deliberare sul rientro in Italia di 1,3 miliardi di euro come sancito dall’accordo raggiunto tra famiglia Riva, Ilva in amministrazione straordinaria, Procure di Milano e Taranto. Non si sa quando dal Jersey arriverà il disco verde e, nel frattempo, i giudici elvetici hanno rinviato ogni decisione a fine marzo.

La frenata sul rientro del “tesoretto dei Riva” potrebbe avere effetti anche sullo svolgimento del processo Ambiente svenduto in cui sono coinvolte le tre società (Riva Fire, Riva Forni Elettrici e Ilva) cui sarà accordato il patteggiamento secondo le modalità dell’accordo con le Procure. L’udienza del 17 gennaio era stata rinviata all’1 marzo proprio per consentire il rientro dei soldi, ma ora potrebbe essere deciso un nuovo aggiornamento.

Secondo l’intesa, la maggior parte dei capitali della famiglia Riva custoditi nel Jersey, 1,1 miliardi, saranno utilizzati per interventi (si dice ambientali) all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. I restanti 200 milioni dovrebbero andare alla gestione corrente dell’azienda che, come è noto, ha avviato la procedura di cassa integrazione straordinaria per quasi 5000 dipendenti.