Taranto: Ilva e infiltrazioni mafiose, il nuovo prefetto promette guardia alta

Taranto: Ilva e infiltrazioni mafiose, il nuovo prefetto promette guardia alta

“Appena arrivato, dalla finestra, ho visto le ciminiere dell’Ilva ed ho pensato che in questa città il bello convive con un potenziale rischio che può essere tenuto sotto controllo con un attento e continuo monitoraggio”. Questo il primo impatto con Taranto del nuovo prefetto Donato Cafagna, 56 anni di Barletta.


Dalla Terra dei fuochi al capoluogo ionico, un percorso professionale che lo ha portato a contatto con gli appalti miliardari dell’Expo di Milano e con i tentacoli delle ecomafie campane. Gli appetiti della criminalità organizzata sono forti anche a Taranto per effetto degli investimenti pubblici attivati dal Governo. Il nuovo prefetto raccoglie l’allarme lanciato del procuratore Capristo e avverte che la guardia sarà alta. “Non solo prevenzione – dice rispondendo ai giornalisti – ma anche attività di intelligence per intercettare colletti bianchi e società di comodo create per eludere i controlli antimafia”.



Taranto è un importante polo industriale con tante criticità: ambientali, occupazionali e sociali. Per questo da Cafagna è giunto il richiamo alla coesione sociale e istituzionale “per me – sottolinea -è fondamentale ascoltare il territorio”. Già iniziato, infatti, il giro di incontri con enti e associazioni che proseguirà nei prossimi giorni con una serrata tabella di marcia. (Vedi intervista al nuovo prefetto)

 


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