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Le corna british all’Orfeo, applausi per tutti ma lo humor inglese proprio non funziona… in Italia

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Nel  1978, Harold Pinter scrisse di corna british nello stile consono al suo pubblico di lettori e spettatori.

Nel 2016, Michele Placido firma la regia della messa in scena che in Italia, per fattispecie sintattica  e un humor sin troppo inglese, non acchiappa applausi scroscianti.

Applausi che però  si guadagnano attori, regista e scenografo, protagonisti di un’ora (o poco più) di una profonda, sensibile  ed elegante rappresentazione del testo che riavvolge il nastro della storia di un tradimento tipico. Forse la più classica delle situazioni che esplodono e implodono lasciando segni indelebili: due coppie di coniugi, amici, dei quali due incrociano prima gli sguardi e poi tutto il resto.

Accade così che Ambra, nei panni della moglie fedifraga che non molla marito e figli, convince sul palco accanto al suo amante, il siculo Scianna, intellettuale sciupafemmina (Ambra, appunto) a suo agio sul confine latin lover fantasioso-freddo britannico calcolatore.

C’è poi Biscione, dei tre il meno noto al grande pubblico,  ma forse il più bravo sul palco ieri sera dell’Orfeo. Serenamente cornuto, il suo personaggio è  forte della invidiabile capacità di sapere tutto e guardare oltre senza dimenticare: mica male come choc emotivo.. sapere del caro amico e la sua carissima moglie quasi ogni pomeriggio avvinghiati in una alcova.

Ma il tempo scorre e, anche se a ritroso, le ragioni di un paio di corna reiterate nel tempo si ritrovano tutte nel rapporto amorevolmente falso dei coniugi, nell’amore incondizionato per i propri figli e, perché no, della necessità di chiudere tutto prima che la passione si trasformi in odio banale. Magari in attesa di un incontro casuale davanti ad un bicchiere di whisky, qualche anno più tardi, è chissà…

Una  “tragicommedia”, per dirla con Pinter, che non strappa sorrisi italiani (senza equivoci, sarcasmo o macchietta, difficile che una battuta conquisti lo Stivale) ma certamente lascia spazio ad immedesimazioni e riflessioni d’amore e d’amicizia.

Splendido il gioco di specchi allestito da Gianluca Amodio, che mostra al pubblico lo sguardo deforme del tradimento anche se rivolto di spalle, come tradimento comanda!

NEL VIDEO, un brano della conferenza stampa tenuta a Taranto, ieri sera, prima di andare in scena, da Ambra Angiolini, Francesco Scianna e Francesco Biscione