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Taranto: foresta urbana e recupero Tamburi, i soldi non bastano

Pubblicato | da Michele Tursi

Ricordate la foresta urbana che sarebbe dovuta sorgere al rione Tamburi per mitigare l’impatto ambientale dei veleni del siderurgico e della raffineria? Ricordate la bonifica e il recupero del patrimonio immobiliare dell’area con la costruzione di alloggi di edilizia residenziale pubblica? I due interventi furono proposti dall’amministrazione Di Bello. Quindici anni dopo quei progetti sono ancora tali ed anzi la strada per vederli attuati si fa sempre più tortuosa. In ultimo sono stati recuperati ed inseriti nel calderone del Contratto istituzionale di sviluppo (Cis), strumento attivato dal Governo Renzi per accelerare l’utilizzo di fondi già stanziati per Taranto e mai spesi. Ma ora si scopre che le risorse previste sono insufficienti.

La clamorosa (e tardiva) rivelazione è del sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno: nei dieci anni precedenti, forse è stato troppo occupato a fare rimpasti, a sostituire assessori ed a negare l’evidente declino della qualità della vita nel capoluogo ionico. Il primo cittadino denuncia questa incresciosa situazione a pochi mesi dal voto e chiede aiuto alla Regione Puglia. L’idea di Stefàno lascia perplessi, sembra difficilmente praticabile e più che altro destinata ad alimentare nuove polemiche. Ecco cosa si legge nella nota diffusa da Palazzo di città.

“Il sindaco imprime un’accelerata per la concreta realizzazione degli interventi già sul tavolo del Cis relativi al miglioramento ambientale del quartiere Tamburi. Nelle priorità e negli obiettivi più immediati, capeggia la realizzazione della forestazione urbana, un ampio polmone verde posto a cinta protettiva del quartiere a ridosso dello stabilimento Ilva. La sua realizzazione passa attraverso la demolizione di 448 alloggi del patrimonio immobiliare abitativo dell’Arca – Regione Puglia, meglio conosciute come case parcheggio, che versa in evidente degrado edilizio, e dalle palazzine a ridosso delle collinette ecologiche realizzate come divisori dai parchi minerari.

Conti alla mano, per demolire gli edifici esistenti e dare nuova soluzione abitativa ai 448 nuclei familiari, non risultano sufficienti le risorse finanziarie che a suo tempo il Comune riuscì ad intercettare. Pertanto, questa importante progettualità ambientale e di riqualificazione urbana, già incardinata negli interventi del Cis, rischia di non decollare se non si trovano ulteriori adeguate risorse economiche che consentono la realizzazione di nuovi alloggi e dunque, il trasferimento dei nuclei familiari da questo ambito territoriale.

Partendo da queste premesse e trattandosi di 448 alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Arca che è un’agenzia della Regione Puglia, il Sindaco si è rivolto al Presidente Emiliano per chiedere di accelerare l’assegnazione di fondi specifici riservati alla costruzione delle case. E intanto il Sindaco, per accelerare i trasferimenti dei nuclei familiari e rispetto ai tempi e le procedure per realizzare nuove costruzioni, propone soluzioni ancora più veloci che diano risposte all’esigenza di trovare nuovi alloggi, ricorrendo all’acquisto diretto dal mercato immobiliare, secondo le condizioni previste dalla regolamentazione regionale.

“Potremmo chiedere agli stessi cittadini – scrive il sindaco ad Emiliano- così come è stato già fatto alcuni anni fa, se desiderano rimanere nel Quartiere Tamburi in una zona più lontana dall’industria o in altra parte della città. I criteri delle caratteristiche delle case spettano alla Regione; dove andare, cioè in quale quartiere trasferirsi, spetta ai cittadini attraverso il Comune.” E, in ultima analisi, rilancia con un’idea che potrebbe essere incentivante per i 448 nuclei familiari: “Qualora vi fossero dei lavori da fare per rendere le case idonee all’ abitabilità, i cittadini assegnatari di nuove abitazioni reperite sul libero mercato, potrebbero fare loro i lavori, sempre per accelerare il trasferimento e detrarre le spese sostenute dai fitti coinvolgendoli nel Progetto di assegnazione delle case per una migliore e più spedita risoluzione della problematica – case.”