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Foggia-Taranto… con la testa al Catania
Anomalie dettate dal clima. L’altro ieri, il Taranto e il Catania hanno diramato un comunicato stampa congiunto. Ne hanno evidentemente avvertito l’esigenza.
L’anomalia non sta tanto nella forma e nella opportunità, quanto nella tempistica. Ionici ed etnei hanno auspicato un clima sereno non alla vigilia della gara.. ma addirittura dieci giorni prima. Con un turno di campionato d’anticipo.
E’ evidente la preoccupazione dei due sodalizi, soprattutto di quello tarantino: domenica prossima (2 ottobre) il Taranto ospiterà il Catania allo Iacovone. Le due squadre non si affrontano dal 9 giugno 2002. Quel giorno, i siciliani lasciarono la terza serie dopo 15 anni e cominciarono la scalata che li avrebbe portati sino alla serie A (gli ultimi anni non sono stati proprio gloriosi, viste le inchieste penali…).
I tarantini, invece, quella data la segnarono in nero sul calendario: 30mila furono i testimoni oculari del gioco orizzontale dello squadrone rossoblu e di quello sereno e improduttivo degli ospiti: 90 minuti che scivolarono inutilmente e spesso a gioco fermo. Il clima surreale e lo stupore diffuso di fronte ad una squadra irriconoscibile. E poi la rabbia, la rassegnazione, i dubbi corrosivi dopo il fischio finale.
Fu la prima di una serie di gare sbagliate ma decisive per il salto in B (Avellino… Ancona… Atletico Roma… Vercelli..). ma Taranto-Catania ha sempre rappresentato qualcosa di profondamente diverso per il mondo rossoblu. Quella gara non è mai andata giù alla tifoseria, al contrario delle altre semifinali o finali poi perse sino al 2012.
Taranto-Catania è la beffa che la tifoseria ionica porta addosso marchiata a fuoco. Una miscela di sensazioni e sospetti sgradevoli. Il calcio che abdica all’inspiegabile (perché alcun dubbio accennato e sussurrato su quella gara, alla fine, è stato mai realmente approfondito). Da quel giorno, per quel giorno, tutti si sono sentiti vittime di non si sa chi e di non si sa cosa. Ma quel 0-0 inutile e dannoso grida ancora vendetta tra le strade di Taranto. E questo è il vero problema che le due società e la Lega Pro si stanno ponendo.
I tarantini quel 9 giugno del 2002, lo scialbo 0-0 e l’esultanza dei catanesi di Ciccio Graziani sotto la curva Sud… non lo hanno dimenticato. La tifoseria ionica sta aspettando il 2 ottobre come fosse l’occasione ideale per scacciare un fantasma. Da 14 anni quasi si cerca il colpevole di quel delitto sportivo in realtà mai denunciato se non dagli sfoghi privati o sui social. Ma il colpevole, se un colpevole c’è, se delitto c’è stato, non sarà in campo domenica prossima!
La risposta migliore a quella pagina grigia di calcio sarà il tifo, saranno i colori e magari un gran gol che faccia esultare la Nord e le altre tribune. Sono trascorsi 14 anni, tutto è cambiato: calciatori, società, protagonisti a vario titolo. Tanti adolescenti di oggi quel 9 giugno non erano nemmeno nati. Ogni angolo del contesto è mutato.
Il Taranto e il Catania, le società di oggi, lanciano il loro invito, intanto. Stasera si gioca Foggia-Taranto ma tantissimi tifosi hanno la testa al Catania. Inutile far finta di nulla. Sarà comunque una gara arrugginita dalla storia.
L’APPELLO DELLE DUE SOCIETA’
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