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San Cataldo, tempi lunghi per il nuovo ospedale. Taranto non può aspettare

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Il nuovo ospedale sarà realizzato in accordo ai più recenti standard in materia di edilizia sanitaria, sarà dimensionato per contenere 715 posti letto per degenza, oltre 24 posti letto tecnici, e sarà dotato di 19 sale operatorie, 60 ambulatori e 28 sale per la diagnostica. L’area interessata dall’opera, alla periferia orientale di Taranto, è estesa per circa 226 mila metri quadri al fine di consentire la realizzazione di un congruo numero di posti auto (oltre 2000)“.

Così il presidente Emiliano, esattamente 7 mesi fa. Oggi, in una intervista rilasciata alla Gazzetta, il direttore generale dell’Asl, Rossi, ammette candidamente che tutto procede a rilento (nuovo codice appalti, ritardi burocratici..) e soprattutto non può dare tempi certi per il definitivo avvio delle opere. Del resto, non c’è ancora il progetto esecutivo e deve essere bandita la contestuale gara per la direzione lavori. A proposito, e gli espropri dei terreni privati a che punto sono? E quanto stanno costando? E soprattutto.. chi sono i privati?

Dunque, il San Cataldo è in ritardo su una tabella di marcia che l’emergenza sanitaria di Tarano non può permettersi di attendere.

L'ospedale San Cataldo di Taranto, così come previsto dal progetto non ancora esecutivo
L’ospedale San Cataldo di Taranto, così come previsto dal progetto non ancora esecutivo

Chiariamolo subito: noi pensiamo che Taranto e la sua provincia abbiano bisogno di un nuovo ospedale. Ma questa comunità non può permettersi di vivacchiare (eufemismo non proprio inopportuno) illudendosi che, per la prima volta nella storia dei Lavori Pubblici italiani, un cantiere riesca a rispettare le scadenze annunciate. E nella migliore delle ipotesi si tratta di almeno 5-6 anni (tempo burocratico medio per quattro anni e mezzo di lavori annunciati sul manufatto).   Tantomeno sappiamo, mentre scriviamo, da quale mese e giorno questi 5-6 anni potranno essere contati.

don Verzè, Nichi Vnedola e Michele Pelillo
don Verzè, Nichi Vnedola e Michele Pelillo

Sono trascorsi 5 anni (2 agosto 2011) da quando l’allora governatore di Puglia, Nichi Vendola, e l’allora assessore al Bilancio, Michele Pelillo, annunciarono a Bari il dietro front pugliese sulla idea del San Raffaele (sulla quale all’epoca abbiamo consumato barili di inchiostro per dettagliare la nostra contrarietà sui metodi e i criteri formali di una proposta che sembrava inarrestabile). Quel dietro front (tardivo ma opportuno) fu il frutto della crisi finanziaria (e dello scandalo) che in quelle settimane investiva don Verzè e il suo entourage, non senza punte di tragicità. La Puglia mise un freno (fondazione già costituita, progetti già in cantiere, soldi accantonati all’uopo) e sul territorio fu contestualmente lanciata l’operazione San Cataldo: stesso obiettivo, stessa esigenza, stessa logica politico-sanitaria  con un salto territoriale notevole che da Paolo VI (San Raffaele sarebbe dovuto sorgere su terreno Fintecna) ai 226mila metri quadrati privati che si spalmano alle spalle della Villa Verde (zona orientale di Taranto) superando via Alberto Sordi. Unica sostanziale differenza. il San Raffaele sarebbe stato costruito con fondi pubblici e affidato ad un privato qualificato (attraverso una fondazione pubblico-privata): cosa che (eravamo pochini, va detto) non ci convinceva! Il San Cataldo nasce pubblico e così dovrebbe restare.

Ma i tempi si stanno allungando. E crediamo che la realtà sanitaria di Taranto non possa aspettare il nuovo mentre il vecchio si consuma lentamente, quando non addirittura ridimensionato!

Gli attuali ospedali saranno sostituiti dal San Cataldo che  offrirà 100 posti letto in più di quanti oggi ne garantiscono Moscati, SS.Annunziata e San Marco di Grottaglie insieme? Vogliamo crederci. Ma la popolazione va curata adesso e giorno per giorno. Potenziare e adeguare l’esistente è un dovere morale della politica regionale e locale. L’appalto intanto proceda, magari accelerando.

 

 

L’annuncio di Emiliano (26 dicembre 2015)

REGIONE PUGLIA – Si è concluso l’iter procedurale che consentirà ora alla Asl di Taranto di pubblicare già a gennaio la gara per la realizzazione del nuovo ospedale “San Cataldo”. Sono state infatti acquisite le autorizzazioni necessarie per l’approvazione del progetto definitivo della nuova struttura ospedaliera.

La conferenza dei servizi convocata dalla Asl Taranto e alla quale hanno partecipato diversi enti (tra cui Comune di Taranto, Provincia di Taranto, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, concessionari di servizi pubblici), fornendo le relative autorizzazioni, ha infatti segnato un importante passo in avanti per la realizzazione dell’opera, nel rispetto del cronoprogramma sottoscritto tra la Regione Puglia e la Asl di Taranto ad agosto 2014.

Il nuovo ospedale “San Cataldo” di Taranto rappresenta il più grande investimento infrastrutturale ed edilizio del servizio sanitario regionale pugliese degli ultimi decenni per un costo complessivo di 207 milioni di euro, di cui circa 140 milioni a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2007/2013 – Accordo di Programma Quadro “Benessere e Salute” e i restanti a carico del bilancio regionale.

Il nuovo ospedale sarà realizzato in accordo ai più recenti standard in materia di edilizia sanitaria, sarà dimensionato per contenere 715 posti letto per degenza, oltre 24 posti letto tecnici, e sarà dotato di 19 sale operatorie, 60 ambulatori e 28 sale per la diagnostica. L’area interessata dall’opera, alla periferia orientale di Taranto, è estesa per circa 226 mila metri quadri al fine di consentire la realizzazione di un congruo numero di posti auto (oltre 2000) ed idonei spazi per la viabilità interna, il verde e la gestione di flussi distinti di pazienti, operatori, merci e mezzi di vario tipo. All’acquisizione delle tecnologie sanitarie e delle grandi macchine (TAC, risonanze, ecc.) si procederà in prossimità della conclusione dei lavori al fine di assicurare gli ultimi standard tecnologici. Per la realizzazione dell’opera sono stati previsti quattro anni e mezzo.

Il progetto di realizzazione del nuovo “San Cataldo” entra nella fase di cantierabilità – dice Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia – il progetto prevede la realizzazione di un’opera sanitaria di spiccato interesse per tutta la Regione. Sono certo che a trarne vantaggi in termini di risposte di salute non sarà soltanto il territorio tarantino”.

Questa è la sanità che vogliamo – dice Giovanni Gorgoni, Direttore del Dipartimento Salute – abbiamo bisogno di grandi ospedali in grado di servire, nella maniera più efficace possibile, un’ampia area di riferimento. Il nuovo ospedale di Taranto rappresenta un tassello importante della nuova rete ospedaliera regionale. A gennaio sarà pubblicata la gara per la realizzazione dell’opera: il rispetto del crono programma sarà una nostra priorità”.

Quando scatterà il conto alla rovescia di questi 4 anni e mezzo annunciati per l’esecuzione dell’opera?

 

 

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