Salute
Idrocarburi, benzene e ferro: contaminati i pozzi intorno alla discarica?
In quattro pozzi freatrici collocati lungo il perimetro della discarica Vergine (località Palombara, in provincia di Taranto), l’Arpa avrebbe rilevato che le acque sotterranee sarebbero contaminate da idrocarburi, benzene e ferro con valori superiori al limite del Csc (Concentrazione soglia di contaminazione). A rivelarlo è l’associazione AttivaLizzano che riporta il contenuto della nota della Provincia di Taranto del 18/07/2016 n.00331216/2016.
Sulla questione discariche, venerdì scorso si sarebbe dovuto tenere un vertice a Modugno organizzato dall’assessore regionale all’Ambiente Mimmo Santorsola. Ma per sopraggiunti impegni istituzionali, l’incontro è stato rinviato a data da destinarsi. Erano stati invitati la Provincia di Taranto, i Comuni di Taranto, Lizzano, Fragagnano, Monteparano, Roccaforzata e Faggiano, il comitato per l’ambiente di Fragagnano e l’Associazione AttivaLizzano.
“Si è verificato ciò che temevamo – scrive AttivaLizzano in una nota stampa – i nostri allarmi non sono stati tenuti in alcuna considerazione pur avendo previsto, documentato e riferito più volte agli Enti preposti, alla stampa, fin dal sequestro della discarica avvenuto il 10/02/2014 ad opera della Magistratura di Taranto”.
(aggiornamento: L’area fu posta sotto sequestro della magistratura nel febbraio del 2014. Sequestro revocato il 17 marzo 2021. Il processo in Appello ha registrato le assoluzioni qui dettagliate – leggi qui) – la Cassazione scrive la parola fine sulla vicenda giudiziaria nell’aprile 2022 – leggi qui).
Ora AttivaLizzano chiede che “la discarica Vergine in località Palombara venga chiusa definitivamente e messa immediatamente in sicurezza, senza ulteriori indugi e adottare tutti gli accorgimenti possibili per una corretta post-produzione insieme alla discarica Mennole; che Comune di Taranto, Provincia di Taranto e Regione Puglia procedano ad una mappatura e ad una caratterizzazione dei luoghi interessati dalle vecchie cave, adiacenti alle attuali discariche… di procedere ad un monitoraggio con periodicità almeno mensile delle acque, soprattutto a valle di queste vecchie discariche, visto che in quegli stessi luoghi si svolge una regolare attività di pastorizia e agricoltura e data la presenza di numerosissimi pozzi utilizzati dai cittadini in tutti i comuni limitrofi alle discariche vecchie e recenti; di procedere con studi epidemiologici al monitoraggio dello stato di salute della popolazione che vive nei territori limitrofi alle dicariche; di promuovere l’inserimento dei territori dell’ isola amministrativa di Taranto, sui quali insistono le discariche, comprese quelle vecchie colmate in maniera incontrollata ed i territori dei comuni limitrofi, nelle zone interessate dalla bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione, così come il già riconosciuto SIN di Taranto, affinché possano essere utilizzati ulteriori fondi straordinari finalizzati alle bonifiche delle discariche e quindi alla salvaguardia della salute della popolazione circostante”.
Discarica Vergine, revocato il sequestro il 18 marzo 2021, come spiega la Gazzetta del Mezzogiorno nell’edizione del 25 marzo 2021.
