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Taranto, i segreti dell’ex Cemerad

Pubblicato | da Redazione

Sono stoccati da anni in un capannone tra Taranto e Statte e rappresentano una delle tante “eredità” di un modello di sviluppo che per molti anni è stato piuttosto… disinvolto. Sono i 16.500 fusti contenenti rifiuti radioattivi (prevalentemente di origine sanitaria), custoditi nei locali della ex Cemerad.

In che condizioni si trovano? Che danni hanno provocato all’ambiente? Sono pericolosi per l’uomo? Come verranno smaltiti? E come sarà bonificata l’area? A questi quesiti oggi dovrebbe dare risposta la struttura del commissario straordinario per le bonifiche, Vera Corbelli che illustrerà quali sono state le attività preliminari sino ad oggi effettuate e le linee lungo le quali si muoveranno le azioni future come definite nel cronoprogramma operativo per la messa in sicurezza del sito.

Ieri il commissario Corbelli ha effettuato un sopralluogo nei locali dell’ex Cemerad. Il Nucleo Anti Sofisticazione e Sanità dei carabinieri e lo staff del commissario straordinario hanno rimosso i sigilli. Un esperto qualificato ha effettuato rilievi e misurazioni, coadiuvato dal personale della Fisica Sanitaria Operativa della Sogin (Società di Stato con la quale la Corbelli ha sottoscritto apposito accordo di collaborazione per l’assistenza tecnico-specialistica).

Al sopralluogo hanno partecipato il sindaco di Statte, i rappresentati della Prefettura, della Questura, del Comando Provinciale dei Carabinieri, del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato, dei Vigili del Fuoco, dell’Ispra, dell’Arpa e dell’Asl.

E, questa mattina, dopo un’attesa durata alcuni decenni, finalmente, i segreti della Cemerad saranno svelati nel corso di un incontro con la stampa in programma alle 11. L’intervento sulla Cemerad si inserisce nell’ambito delle attività per la bonifica dell’area dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale di Taranto.