Copertina, Precariopoli
Porto di Taranto, “non c’è posto per tutti. Serve nuovo accordo”
“Lo stato di avanzamento dei lavori di infrastrutturazione e dell’iter amministrativo di aggiudicazione in concessione delle aree portuali, allo stato, sarebbe tale da garantire un limitato assorbimento di lavoratori nel termine di vigenza delle misure di sostegno al reddito (Cigs per cessazione in scadenza il prossimo 12 settembre ). E’ emersa, dunque, la necessità di porre le basi per la stipulazione di un nuovo accordo che, senza soluzione di continuità, prolunghi i trattamenti salariali in essere per un periodo congruo e, comunque, sino alla piena ripresa delle attività che devono poter vedere ricollocati, gradualmente, tutti i lavoratori attualmente sospesi dai processi produttivi”.
E’ questo uno dei passaggi centrali del documento elaborato da Cgil, Cisl, Uil e dalle rispettive federazioni di categoria Filt, Fit e Uiltrasporti riunitesi per valutare lo stato della vertenza Taranto container terminal nella prospettiva dell’imminente incontro con il sottosegretario alla presidenza del consiglio che dovrebbe tenersi il prossimo 22 giugno, ma si attende la conferma da Roma.
Secondo i sindacati “pur a fronte di un ingente investimento di risorse finanziarie pubbliche, ad oggi, non si sono dispiegati tutti i fattori produttivi posti a base degli accordi che si sono susseguiti ininterrottamente dal 2012, che si prefiggevano di rilanciare l’intero sistema portuale ionico“. Quindi occorre, come dicevamo in apertura, un nuovo accordo che prenda atto della situazione attuale. Un’impostazione che “se adottata – aggiungono Cgil, Cisl, Uil – consentirebbe di superare pienamente le problematiche connesse al ripristino del rapporto di lavoro pur a fronte della discontinuità della parte datoriale”.
Particolare attenzione è stata riservata ai profondi mutamenti che interesseranno l’area del Porto di Taranto, da intendersi riferita non unicamente alle banchine, ma anche a quella retro-portuale, che proporranno diverse modalità produttive ormai proiettate alla lavorazione delle merci da commercializzare, prima del trasferimento delle stesse. Questo determinerà una radicale riorganizzazione del lavoro e delle professionalità necessarie a realizzarle. “In tale ottica – prosegue il documento- è stato evidenziato, come necessiti l’avvio di percorsi di riqualificazione del personale che, pur prevista nel precedente accordo del 2015, non ha trovato, purtroppo fino ad oggi, concreta attuazione. In ulteriore sintesi, la piena ripresa dei traffici deve potersi fondare su maestranze opportunamente qualificate, recuperate dal bacino di crisi determinatosi a seguito del disimpegno della Tct dal Porto di Taranto“.
“Abbiamo fiducia nell’impegno del Governo – commenta Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti – dobbiamo evitare che vadano disperse le professionalità e il know how delle maestranze di Taranto container terminal dopo la fuga rocambolesca della ex società concessionaria del molo polisettoriale. Purtroppo abbiamo la necessità di aggiornare gli accordi sottoscritti perchè la ripresa e lo sviluppo dei traffici arriveranno più tardi di quanto avevano previsto”.