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Dramma continuo, sbarcano a Taranto centinaia di donne, bambini… e 15 salme!!

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Un dramma epocale. Voltarsi è vile, oltre che inutile. Prepariamoci ad un’estate così, tra bagnanti al sole e migranti che cercano la libertà. Stesse spiagge, stessi mari.

Noi al prefetto abbiamo chiesto (durante una conferenza stampa) di poter visitare l’hotspot di Taranto, una parola pessima data ad un luogo da monitorare, per tante ragioni. Intanto, non ci piace affatto l’idea che chi cerca la libertà debba essere intruppato e schedato. E che tutto debba avvenire sotto le polveri minerali di passaggio, sui nastri, dal porto ai parchi, non può che indignarci.

E poi, certamente ultima nella scala delle priorità assolute di questa emergenza umanitaria, esistono il dovere e il diritto di documentare.

Noi de La Ringhiera vogliamo entrare nell’hotspot. Lo chiediamo anche oggi, da questa bacheca, il permesso di farlo. E lo chiediamo al prefetto. Pensiamo di doverlo fare, e siamo certi di non essere gli unici giornalisti a pensarla così, perché vogliamo capire chi abbia ragione tra il Governo e la commissione parlamentare, che di quel luogo tessono le lodi,  e l’eurodeputata di Possibile che invece quel luogo ha letteralmente demolito da qualsiasi punto di vista, facendo salvo il lavoro quotidiano di forze dell’ordine e parlamentari, così come sottolineato da un’altra europarlamentare, la tarantina  M5S D’Amato, che a Bruxelles ha sollevato dubbi sulla reale efficacia della struttura tarantina, con particolare riferimento alle norme (Dublino) che dell’accoglienza europea dei migranti regolano la procedura.

LO SBARCO DI OGGI

706 persone sono arrivate poco fa al porto di Taranto a bordo della nave spagnola ‘Reina Sofia’.Si tratta di migranti salvati Mediterraneo: 519 uomini, 119 donne e otto minori di nazionalità eritrea, nigeriana e somala. In 302 passeranno dall’hotspot per l’identificazione prima dello smistamento. La legge prevede debba avvenire  entro 72 ore verso altre località. Gli altri  404 saranno trasferiti in altre strutture. A bordo della nave, anche 15 salme!
Le operazioni di accoglienza vengono coordinate dalla Prefettura, dal Comune di Taranto, dalla Croce Rossa e delle associazioni di volontariato. Le immagini che pubblichiamo a corredo di questo articolo sono proprio della Croce Rossa. Si riferiscono allo sbarco dello scorso 24 maggio e sono state rese sulla pagina Fb della Croce Rossa di Taranto. I giornalisti non possono entrare nell’hotspot, non possono fotografare gli sbarchi sul molo se non ad una certa distanza. Evidentemente, ormai, esiste una doppia libertà di informazione. Chiediamo al prefetto di Taranto di spiegarci come funziona anche questo meccanismo sui generis, epr usare un eufemismo.