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Il Vittorio Veneto diventa museo. A Trieste

Pubblicato | da Angelo Di Leo

E’ ufficiale. La nave Vittorio Veneto traslocherà da Taranto nelle acque del Porto Vecchio di Trieste per diventare il primo museo navale galleggiante d’Italia. A darne notizia è stata questo pomeriggio il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in visita a Trieste dove ha visitato il Magazzino 26 dell’antico scalo (destinatario di 50 milioni del Governo) e la mostra del LLoyd alla Centrale Idrodinamica. L’incrociatore portaelicotteri della Marina Militare è attualmente ormeggiato a Taranto ma è andato in disarmo dal 2005. Il suo trasloco andrà di pari passo alla realizzazione del polo museale del mare che troverà spazio in una parte del Magazzino 26: non solo modellini nelle teche dunque ma imbarcazioni reali sulle quali salire accanto al pontone gru Ursus. «La trasportabilità è fattibile» ha assicurato il ministro. La prova del nove sarà la sua trasformazione in Polo museale, il trasporto sarà la fase più semplice. «Dovrà essere allineata ai tempi del museo, vogliamo correre» ha puntualizzato il sindaco Roberto Cosolini che la prossima settimana accoglierà il premier Matteo Renzi per firmare l’accordo formale sul Porto Vecchio“. Così scrive oggi il Gazzettino di Venezia.

Il 9 luglio 2015 suonammo l’allerta. E’ stato inutile, come spesso accade, in una città sorda con un Comune miope. Ecco allora che i triestini vincolo le loro ansie da prestazione (trasporti, riqualificazione, ammodernamento, troppo oneroso, pensavano..). Adesso c’è un progetto, evidentemente, e ci sono le volontà politiche. Ma come? E il tavolo per Taranto? Il contratto istituzionale? La grande abbuffata di milioni di euro che sazierà le rive ioniche “come mai nella storia”? Era là a portata di mano. Non ci sono attenuanti. Taranto sconfitta per manifesta inferiorità della sua classe dirigente.

C’è un triste ma esaustivo precedente: a Genova, nel Museo del Mare, è da tempo esposto il sommergile “Nazario Sauro” che fu trasportato da Taranto. non è uno scippo, si tratta di essere rapidi, seri e operativi.

Così scrivemmo e documentammo un anno fa, ricostruendo la vicenda di una nave in disarmo e infestata dai topi, ormeggiata ancora al molo 25 dell’Arsenale di Taranto.

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