Skip to main content

S. Cataldo, mons. Santoro: a Taranto speranze, criticità e… strani misteri

Pubblicato | da Redazione

Con la cerimonia “d’u pregge” sono iniziati i festeggiamenti in onore di San Cataldo, patrono di Taranto. Le autorità religiose hanno consegnato al sindaco la statua argentea del santo. Subito dopo è iniziata la suggestiva processione a mare del simulacro. Come da tradizione, prima della consegna, l’arcivescovo, mons. Filippo Santoro ha pronunciato il suo discorso durante il quale non sono mancati riferimenti, anche polemici, a temi di grande attualità.

“La festa del nostro Patrono, San Cataldo, è l’occasione per rinnovare con la testardaggine della speranza l’invito ad una crescita, ad un risveglio […] Nei nostri tempi ed in vista del futuro di Taranto, insieme con lo sviluppo della fede e della carità, a partire da questo provvidenziale Giubileo della Misericordia, mi sembra opportuno auspicare, a partire dalla educazione e dalla cultura, la rinascita di Taranto e della nostra amatissima comunità cittadina senza lasciarsi avvolgere dalla rassegnazione e dal pessimismo. Così potremo cogliere gli elementi anche più modesti di novità positiva per imprimere quella svolta civile, sociale ed economica che Taranto merita nell’Italia e nel Mediterraneo”.

San Cataldo, internoSecondo l’arcivescovo ci sono “segnali che fanno sperare” e  “sono visibili, oltre che nel castello Aragonese con i suoi record di visite, nelle nostre strutture museali: il Museo Archeologico Nazionale, il restyling del Museo Diocesano, l’infopoint della Città Antica Cristiana, la valorizzazione degli Ipogei e di altre strutture della Taranto Magno-Greca. Altri fattori positivi sono inoltre il rilancio del Porto e le speranze suscitate dal contratto istituzionale di sviluppo che possa abbracciare anche l’Università, il Paisiello, la Madonna della Salute, nel quadro di una riqualificazione complessiva della Città Vecchia e di una bonifica del Mar Piccolo. Ci sono anche dei segnali interessanti di diversificazione produttiva in alcune aziende che per anni hanno lavorato solo per la siderurgia e che hanno iniziato a diversificare clienti e attività produttive”.

Ma ci sono anche le criticità. “Certo rimane molto alto il livello di disoccupazione – ha detto mons. Santoro – in modo particolare di quella giovanile e sono sempre lunghe le file dei poveri e dei bisognosi alle nostre mense della Caritas. Il mio pensiero va a tutti quelli che hanno perso o rischiano di perdere il lavoro, ultimi i dipendenti di Isola verde. Avrei anche desiderato che per San Cataldo fosse attivata la presenza dei Carabinieri nel palazzo Fornari nella Città Vecchia; questo non è accaduto. Chissà quali “misteri” impediscono l’apertura di un edificio del comune, già pronto. Speriamo che in breve tempo questo presidio di legalità possa essere attivo”.

Poi un saluto al “Procuratore uscente, Dott. Sebastio, per la preziosa attività svolta in tanti anni alla guida della Procura locale, ed al suo successore il Dott. Capristo al quale auguriamo un proficuo lavoro nella nostra complessa realtà. Persistono infatti difficoltà ed incertezze nei confronti del futuro, ma invito a cogliere anche i segni positivi, anche se limitati. E rimaniamo ancora aperti e disponibili all’accoglienza dei migranti, profughi e rifugiati […] San Cataldo ci sorregga nelle nostre responsabilità e insegni a noi l’amore vero per questa città che nei prossimi mesi dovrà riorganizzare la sua rappresentanza. Le consegno Signor Sindaco la statua, la consegno a ciascun tarantino, perché simbolicamente ognuno capisca che la santità appartiene a tutti, e che questo Giubileo della Misericordia ci rinfranchi e ci incoraggi tutti”.