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Calcio, la società ha solo una strada: ripescaggio in Lega Pro. Ma lo dica subito!

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Servirebbe un decreto salva calcio rossoblu. Oppure l’inserimento della pratica pallonara nel Cis, il contratto istituzionale di sviluppo che il Governo spaccia per panacea di tutti i mali tarantini.

Una legge speciale, una decretazione d’urgenza, qualsiasi cosa a questo punto sarebbe utile per tentare di superare l’impasse e soprattutto smetterla di tentare la sorte. Paradossi a parte, la capolista Francavilla, che vince il campionato grazie alla sua continuità, se ne va in Lega Pro. La seconda in classifica, al secolo il Taranto Calcio, si accontenta di affrontare il Fondi (giovane e pericoloso il prossimo) 22 maggio allo Iacovone quando andrà in scena la semifinale secca (chi vince vince…) di una appendice chiamata play off per i titoloni. Ma si tratta solo di prendere il numero buono e mettersi in fila per gli eventuali ripescaggi. Una storia già vista, vissuta e patita.

Qualcuno ha sbagliato, quest’anno. Come ogni anno. Col senno di poi, viene facile scrivere che forse ha sbagliato chi decise per l’esonero di Cazzarò, il tecnico fatto in casa che lasciò il gruppo a -2 dalla vetta salvo riprenderlo (dopo la parentesi Campilongo, tra proclami di forza e certificato di malattia pre esonero) a -10… per poi riportarlo a suon di vittorie a ridosso della Lega Pro.

Forse ha sbagliato chi ha creduto di nuovo. O forse ha semplicemente sbagliato (e questo è normale) l’attaccante che quella volta che si è mangiato un gol fatto… il difensore che ha lisciato in area…  il portiere che non è uscito come avrebbe dovuto. Ma questo è il gioco. Noi stiamo parlando del giocattolo. Probabilmente, perdendo la corsa al primo posto, hanno sbagliato un po’ tutti.

La prima domanda è: verrà il giorno in cui gli errori non saranno fatali ma semplicemente umani? La seconda è  meno retorica e forse opportuna: la società farà domanda di ripescaggio? Lo dica subito e a chiare lettere: lo Iacovone saprà ricompensarla già dal 22 maggio. Le frasi sibilline che chiudevano il comunicato (legittimo e condivisibile nel merito) di stigmatizzazione dei fatti di Marcianise, lasciano qualche dubbio..

Saremmo lieti di essere rapidamente smentiti. Del resto, ci rivolgiamo a chi l’anno scorso ha salvato baracca e burattini in extremis.