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Taranto, confiscato il tesoro dei boss

Pubblicato | da Redazione

Un ingente patrimonio immobiliare, auto, conti bancari. Tutto era nella disponibilità di due persone attualmente detenute  con l’accusa di associazione per delinquere. Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Taranto, a conclusione di una complessa e prolungata attività investigativa, ad eseguire il decreto di confisca di beni.

Il provvedimento è stato emesso dalla seconda sezione penale del Tribunale di Taranto presieduto da Michele Petrangelo, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Alessio Coccioli. Le indagini hanno appurato l’evidente sproporzione tra l’elevato tenore di vita dei due detenuti ed i redditi dichiarati.

Sequestro 2I beni confiscati hanno un valore complessivo vicino al mezzo milione di euro. I militari hanno sottoposto a sequestro 1 villa, 1 appartamento, una struttura suddivisa in 4 box, 2 garage, 1 autovettura, oltre a rapporti finanziari e bancari attivi riconducibili ai due ed a loro familiari. I due furono arrestati a gennaio del 2014 nell’ambito dell’operazione “neve tarantina” insieme ad altre 28 persone, per associazione per delinquere finalizzata al traffico (anche internazionale), detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante della disponibilità di armi e munizioni.

Sequestro 4L’organizzazione era molto capillare ed efficiente tanto che furono individuati almeno tre canali di approvvigionamento di droga: la via colombiana, attraverso la Spagna; la via barese, in particolare dal quartiere Japigia, la via calabrese, con provenienza da Gioia Tauro. Le indagini consentirono anche di scoprire un laboratorio clandestino per il taglio e confezionamento degli stupefacenti. I due sono stati entrambi condannati con rito abbreviato a 20 anni di reclusione.