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1970, Taranto Vecchia sul lucido degli urbanisti

Pubblicato | da Giuseppe Stea

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Piano regolatore e del Piano di risanamento della Città vecchia. Il Consiglio comunale viene convocato per il 10, 19 e 24 gennaio per discutere del nuovo Piano regolatore. Partiti, Enti, Ordini professionali lo esaminano e prendono posizione.

La seduta del 10 viene rinviata per una richiesta del PSU che in una lettera ai segretari provinciale e comunale della DC chiedeva di “disporre nel più breve tempo possibile, e prima della riunione del Consiglio comunale, un incontro fra le segreterie provinciali allargato ai capigruppo consiliari dei partiti del centro-sinistra”.

L’esecutivo provinciale del PSI emette un comunicato polemico con il quale “prende atto” della richiesta.

Il Consiglio direttivo della sezione dell’Assindustria costruttori edili esprime “nessuna opposizione di principio al Piano regolatore, con l’auspicio che non vengano frapposti ostacoli alla loro attività”.

Il sindaco convoca una riunione “non formale” del Consiglio comunale in cui l’ing. Abruzzese e l’architetto Blandino illustrano ai consiglieri comunali gli elaborati della variante al Piano regolatore e del Piano di risanamento della Città vecchia; in quest’ultima si verificano una serie di crolli che per fortuna non fanno vittime.

Tornano a prendere posizione i costruttori edili i quali rimarcano come con la variante al P.R. vi sarà una paralisi dell’edilizia.

Il Comune, attraverso una nota ufficiale, ribatte che non vi sarà alcuna paralisi. Viene organizzata, presenti Angelo Curci e Luigi Ladaga, una conferenza sul tema “La crisi dell’urbanistica in Italia” con relatore il professor Roberto Pane, docente di Urbanistica all’Università di Napoli. Nel corso dell’iniziativa vengono esposti gli elaborati della variante al P.R.

Alla discussione sulle questioni urbanistiche fa da contraltare una serie di incertezze nel quadro politico di maggioranza al Comune, di fibrillazioni anche nella DC. Il PSU chiede di varare un centro-sinistra organico al Comune, trovando una resistenza nel PSI: alla fine il partito di maggioranza, la DC, decide che bisogna andare avanti con il solo PSI.

CGIL,CISL e UIL ritengono che “la Variante non risponde alle esigenze dei lavoratori”. Giungono critiche anche dall’Ordine degli ingegneri.

PCI e PSIUP organizzano un incontro pubblico sulla variante: presiede Giovanni Peretto, introduce Enzo Pollicoro.

Il Consiglio comunale viene di nuovo rinviato; il PSI chiede chiarimenti sui motivi di tale rinvio. Il gruppo consiliare democristiano chiede la convocazione del Consiglio.

Viene reso pubblico uno studio, frutto di una ricerca durata 38 giorni, dal quale si evincerebbe che non ci sono rischi di inquinamento nella zona Nord individuata dalla variante quale asse principale dello sviluppo urbanistico.

In questo quadro piuttosto “vivace” comincia a mettersi in moto la macchina elettorale: la DC organizza le “primarie” per la scelta dei candidati al Consiglio comunale.

Quest’ultimo viene convocato per il 7 aprile: ma c’è tempo solo per la relazione al bilancio; il Consiglio viene rinviato e solo il 15 aprile il bilancio viene approvato.

La discussione sulla variante al Piano regolatore, nel Consiglio del 20 aprile, viene rinviata al Consiglio comunale che sarà eletto il 7 giugno.

Un appuntamento elettorale che presenta una novità storica: per la prima volta si eleggono i Consigli regionali, per la cui costituzione negli anni precedenti la sinistra aveva sviluppato una consistente iniziativa.

I Ministri Luigi Mariotti (PSI) e Luigi Preti (PSU) insieme a Giorgio Amendola (PCI) sono alcuni dei dirigenti nazionali che intervengono nella campagna elettorale.

Partiti Voti %
D.C. 44.533 38,16
P.C.I. 35.399 30,33
M.S.I. 8.600 7,37
P.S.I. 11.005 9,43
P.S.U. 5.689 4,87
P.L.I. 3.448 2,95
P.R.I. 2.702 2,31
P.S.I.U.P. 1.723 1,47
P.D.I.U.M. 870 0,74
ASS.COMM. 2.707 2,32

Elezioni amministrative – 7 giugno 1970 – Fonte: Ministero dell’Interno

Cocente è l’evidente sconfitta della DC nelle elezioni comunali, con la perdita di ben 3 punti in percentuale, mentre PSI e PSU ne guadagnano uno e il PCI resta stabile. Entra in Consiglio il PRI che vede crescere i consensi, escono di scena PSIUP e PDIUM mentre anche il MSI flette rispetto alle precedenti comunali; buono il risultato della lista dei Commercianti.

Il nuovo Consiglio comunale risulta così composto:

Gruppo “Democrazia Cristiana”: CURCI Angelo Vincenzo, MIGNOGNA Cosimo, LORUSSO Franco, FESTINANTE Luigi, SALA Paolo, DIOTAIUTI Franco, ORLANDO Cataldo, GIUDETTI Angelo, SANTALUCIA Pasquale, ZAPPIMPULSO PAPPACENA Pia, CARIDDI Caterina, PETIO Vito, FIORE Nicola, CAVALLO Giovanni, PARABITA Francesco, RUGGIERO Enzo, CASSONE Egidio, BLASI Cataldo, CASTRONUOVO Pasquale, PICCIARELLI Salvatore

Gruppo “Partito Comunista Italiano”: MUCIACCIA Elio, DE FALCO Nicola, CANNATA Giuseppe, ANGELINI Vito, MICELI Leonardo, QUERO Giuseppe, INTELLIGENTE Augusto, PALMISANO Emanuele, POLLICORO Vincenzo, LATANZA Cosimo, CELLAMARE Francesco, PULPO Cataldo, LO FRANCO Francesco, TAURINO Nicola, ABBAMONTE Angelo, ANDRISANI Vincenzo

Gruppo “Partito Socialista Italiano”: CIGLIOLA Antonio, GIANCANE Giuseppe, LAMANNA Eustacchio, LADAGA Luigi, BLASI Stelio

Gruppo “Movimento Sociale Italiano”: SPEZIALE Vittorio, ROMANO Sandro, SEMERARO Eugenio, D’AYALA VALVA Roberto

Gruppo “Partito Socialista Unitario”: FULLONE Vincenzo, FULLONE Pasquale

Gruppo “Associazione Commercianti”: OSTILLIO Angelo Raffaele

Gruppo “Partito Liberale Italiano”: MARINO Pier Luigi

Gruppo “Partito Repubblicano Italiano”: CARRINO Nicola

DC, PSI, PSU e PRI ripropongono il centro-sinistra, raggiungendo l’accordo su un “documento di intesa delle linee politiche”.

Sembrerebbe tutto in discesa, ma alla fine d’agosto undici sezioni del PSU manifestano un aperto dissenso dalla linea seguita dalla segreteria provinciale e respingono il documento sottoscritto insieme agli altri partiti del centro-sinistra.

I consiglieri comunali del PSU vengono invitati dal segretario provinciale Togo Lassandro Pepe a non partecipare alla seduta del Consiglio in cui si sarebbe proceduto all’elezione di Sindaco e Giunta: i due consiglieri respingono tale invito e dichiarano pubblicamente che si sarebbero attenuti agli accordi già sottoscritti con gli altri partiti del centro-sinistra.

Nei partiti di centro- sinistra avviene intanto qualche cambio al vertice: nella DC Giuseppe Conte si dimette da segretario provinciale e viene sostituito da Paolo Tarantino; nel PSI è Giuseppe Giancane a dimettersi, sostituito da Luigi Ladaga, coadiuvato da due vicesegretari, Carlo Di Palma e Santo Forleo.

Dopo il rinvio della seduta del 15 settembre, richiesto dalla DC, tramite il suo capogruppo Salvatore Picciarelli, per “l’indisponibilità di alcuni consiglieri democristiani a ricoprire l’incarico di assessore al quale erano stati designati”, il 16 settembre viene eletto il nuovo Sindaco: il democristiano Franco Lorusso. Ottiene i 27 voti di DC, PSU, PSI, PRI e Lista Commercianti, Elio Muciaccia (PCI) ne ottiene 15, Vittorio Speziale (MSI) 3, il PLI vota scheda bianca.

Lorusso

Franco Lorusso (a sinistra nella foto)

Viene eletta anche la nuova Giunta composta dal Vice Sindaco GIANCANE Giuseppe (PSI), dagli Assessori effettivi CARIDDI Caterina (DC), CARRINO Nicola (PRI), DIOTAIUTI Franco (DC), FESTINANTE Luigi (DC), FIORE Nicola (DC), FULLONE Vincenzo (PSU), LAMANNA Eustacchio (PSI), MIGNOGNA Cosimo (DC), ZAPPIMBULSO Pia (DC) e dagli Assessori supplenti BLASI Stelio (PSI), CAVALLO Giovanni (DC)

Esce di scena quindi Angelo Vincenzo Curci, lasciando in eredità al nuovo Sindaco questioni come la Variante al Piano regolatore, il risanamento della Città vecchia, la costituzione della Libera Università, la gestione del raddoppio Italsider …